Castelnuovo Berardenga
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| Castelnuovo Berardenga | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | |||||||||
| Altitudine: | 351 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 177,02 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 48 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Corsignano, Montaperti, Pianella, Poggiarello-La Ripa, Ponte a Bozzone, Quercegrossa, San Giovanni a Cerreto, San Gusmè, Vagliagli | ||||||||
| Comuni contigui: | Asciano, Bucine (AR), Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Monteriggioni, Radda in Chianti, Rapolano Terme, Siena | ||||||||
| CAP: | 53019 | ||||||||
| Pref. tel: | 0577 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 052006 | ||||||||
| Codice catasto: | C227 | ||||||||
| Nome abitanti: | castelnovini | ||||||||
| Santo patrono: | Santi Giusto e Clemente | ||||||||
| Giorno festivo: | 5 giugno | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Castelnuovo Berardenga è un comune di 8.547 abitanti della provincia di Siena.
È situato a circa 20 km dal capoluogo su un colle tra il torrente Malena e il fiume Ombrone. Dal 1932 fa parte della zona vinicola Chianti, essendo il suo territorio diviso tra la sottozona Colli Senesi e la Classico di cui è il comune più meridionale.
Indice |
[modifica] Storia
Sotto nome di territorio o distretto della Berardenga si sottintendeva anche nei tempi della Repubblica senese la porzione di quello stato compresa tra le sorgenti del torrente Bozzone e quelle dell'Ambra, fra il Chianti alto e il fiume Biena sino alle Taverne d'Arbia.
Il nome deriva dalla Contea Berardenga, che prese il nome da uno dei figli del conte franco Wuinigi di Ranieri, sceso in Italia, in qualità di Legato dell'imperatore Ludovico il Pio (865), poi di Governatore politico di Siena (867-881) e di Roselle (868): egli si chimava Bernardo e questo nome, ripetuto costantemente nei discendenti, diede poi il nmome anche al territorio.
Lo stipite, donde ebbe nome la Contea Berardenga, parte senza dubbio da quel
Castelnuovo venne fondato dalla Repubblica di Siena, come punto di sorveglianza del confine verso Firenze e Arezzo, dopo una delibera datata 26 luglio 1366. In quest'epoca la parte superiore del colle venne circondata di mura affidandone la direzione a Mino Dei di Siena (1373-1374). Contemporaneamente alla fondazione fu dato a Castelnuovo uno statuto comunitativo aggregando al suo distretto i comunelli di Guistrigona, Pacina, Sestano, Ripalta, S. Giusto fuori di Castelnuovo, S. Quirico, Curina, Cerro grosso, Arceno, Orgiale, Nebbina, Vacchereccia, e Valcortese. Del castello si conserva oggi una torre e poco più.
L'antica chiesa parrocchiale di San Giusto, situata poco lungi da Castelnuovo è rammentata molto tempo prima che fosso edificato il castello, tra le filiali della vicina antichissima pieve di Pacina, nota per le prime contese fra i senesi e gli aretini sui confini diocesani risalenti al secolo VII.
Poco dopo il completamento delle mura del castello Giovanni Acuto, alla testa di un esercito fiorentino, sopraggiunse nel 1382 sopraggiunse assalendolo senza però successo. Di nuovo nel 1478 e 1479 il castello venne assediato dai fiorentini nel tentativo di strapparlo ai sensei.
Fu tentato altre volte (1478 e 1479) di sorprendere e togliere ai senesi questo baluardo dall'oste fiorentino; tali eventi ed altre circostanze obbligarono i governanti della Repubblica di Siena ad aumentare le fortificazioni, che vennero messe in opera sul cadere del XV secolo, con un nuovo giro di mura, corroborate da sette torri, una sola delle quali sussiste tuttora.
Nel 1511 Castelnuovo fu ceduto a Belisario Bulgarini, sotto il titolo di Potestà, al quale subentrò un individuo della famiglia Bellarmati, che tenne il castello fino al 1526, quando tornò sotto il dominio diretto di Siena.
Nel 1554 Castelnuovo Berardenga subì la sorte della madrepatria, incorporata al dominio assoluto del primo Granduca di Toscana.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Monumenti
[modifica] Ville
Il territorio comunale è punteggiato da numerose ville di pregio, costruite da aristocratici della vicina Siena:
- Villa Arceno
- Villa Bianchi-Bandinelli
- Villa di Catignano o Villa Sergardi
- Villa Chigi Saracini
- Villa di Geggiano
- Villa di Monaciano
- Villa Pagliaia
- Villa di Sestano
- Villa di Fagnano o Villa Terrosi Vagnoli
[modifica] Le chiese
- Propositura dei Santi Giusto e Clemente
- Pieve di Santa Maria a Pàcina
- Pieve di San Felice a Bossi
- Pieve dei Santi Cosma e Damiano (San Gusmè)
- Pieve di San Cristoforo a Vagliagli
- Pieve di Santa Maria (Villa a Sesta)
- Chiesa di San Pietro (Canonica a Cerreto)
- Chiesa di Santa Maria di Pieve Asciata
- Chiesa di Sant'Ansano a Dofàna
- Chiesa dei Santi Giacomo e Niccolò (Quercegrossa)
- Chiesa di San Giovanni Evangelista (Cerreto)
- Chiesa di San Bartolomeo (Sestano)
- Cappella di San Giovanni (Villa di Arceno)
- Cappella di San Giovanni (Villa Chigi-Saracini)
- Cappella di Santa Croce (Villa Sergardi di Catignano)
- Cappella di San Giovanni Battista (Pievasciata)
- Cappella della Madonna del Rosario (Villa Bianchi-Bandinelli)
- Certosa di San Pietro (Pontignano)
- Monastero di San Salvatore (Badia Monastero)
[modifica] Frazioni
Nel comune di Castelnuovo si trovano i nuclei abitati di Montaperti, celebre per la famosa battaglia medievale tra guelfi e ghibellini, Pianella, Ponte a Bozzone (dove è situata la Villa di Geggiano), Quercegrossa, che ha dato i natali al famoso scultore Jacopo della Quercia, San Gusmè, Vagliagli, Corsignano, Poggiarello-La Ripa, San Giovanni a Cerreto
[modifica] San Gusmè
San Gusme è situato a nord rispetto al capoluogo. Si tratta di un piccolo agglomerato ancora conservato dalle sue mura circolari ancora quasi totalmente integre. È ubicato all'inizio della strada provinciale che collega la statale 484 al valdarno, sul crinale di una collina.
Le campagne circostanti sono caratterizzate da colture intensive di vigneti ed uliveti, mentre il centro abitato è raccolto in parte all'interno delle mura per le quali si hanno le prime testimonianze certe intorno al 12° secolo, ed in parte nell'immediato intorno, di più recente epoca.
All'interno delle mura stesse trovano posto la chiesa parrocchiale, intitolata ai Santi Cosma e Damiano, e la chiesa della Compagnia, intitolata alla Santissima Annunziata, che ospita una tela attribuita a Pietro Sorri ed adornata dal tipico campanile.
Una tradizione locale è la Festa del Luca Cava, una iniziativa intitolata a una statuetta fatta costruire nel 1888 da un contadino della zona, rappresentava un ometto nella tipica posizione del bisogno corporale e serviva ad indicare che era ben accetto farla lì, così da poter usare il refluo come fertilizzante per gli orti. La statua fu distrutta intorno agli anni '40 proprio dai sangusmeini, stanchi delle prese in giro della gente dei paesi vicini, ma quando Silvio Gigli conobbe la storia, fece realizzare una nuova statua su disegno di Emilio Giannelli, noto vignettista, e realizzazione in terracotta del maestro Neri delle ceramiche Santa Caterina di Siena. Da quell'anno ebbe inizio la Festa in onore di Luca Cava, che grazie all'interessamento di Gigli, ogni anno poteva annoverare tra gli ospiti nomi di spicco del panorama musicale italiano.
La festa ha avuto 10 anni di interruzione tra l'88 ed il 1998, per proseguire da allora fino ai giorni nostri, tutti i primi due fine settimana di settembre, ed ha il suo clou nel premio giornalistico intitolato a Silvio Gigli ed assegnato ogni anno ad un personaggio di spicco del mondo televisivo nazionale.
[modifica] Vagliagli
Vagliagli, antico borgo del XIII secolo, è situato a 511 metri di altitudine, lungo la strada provinciale che conduce a Radda in Chianti. La prima citazione del villaggio di Vagliagli risale al 1226 e riguarda la Pieve di San Cristoforo a Vagliagli, di origine romanica, di cui rimane traccia nel campanile dalle linee classiche. A lato della chiesa si possono intravedere i resti di un edificio in filaretto di alberese (un tipo di calcare argilloso di colore grigio o giallognolo) con tracce del portale ad arco acuto.
Situato al centro di una splendida conca dalla quale si gode una vastissima veduta, Vagliagli è una delle località più frequentate dai turisti chiantigiani per la bellezza del borgo e la magnifica posizione paesaggistica. A fine settembre, ogni anno, gli abitanti di Vagliagli organizzano la Festa dell'Uva per festeggiare la vendemmia.
All’interno della Pieve di San Cristoforo a Vagliagli si possono ammirare un affresco della Scuola Senese del XVI secolo, raffigurante San Cristoforo, San Bernardino e San Sebastiano, l’importante fonte battesimale in marmo di Lorenzo di Mariano, detto Il Marrina del XV secolo, una tela della bottega di Rutilio Manetti raffigurante la Madonna in gloria tra San Cristoforo e Santa Caterina d’Alessandria, un trittico in stile trecentesco senese con San Pietro fra i Santi Paolo e Stefano, opera di Icilio Federico Joni, del 1940.
Una curiosità sull'etimologia del toponimo: Vagliagli significa letteralmente valle degli agli. L’aglio selvatico appare anche nello stemma del paese: una mano che stringe un mazzo di agli.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Roberto Bozzi (centrosinistra) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0577 3511
Email del comune: urp@comune.castelnuovo-berardenga.si.it
- Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003
- Classificazione climatica: zona D, 2099 GR/G
- Diffusività atmosferica: alta, Ibimet CNR 2002
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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