Friuli-Venezia Giulia
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Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Regjon autonome Friûl Vignesie Julie Avtonomna dežela Furlanija Julijska Krajina Autonome Region Friaul Julisch Venetien regione autonoma a statuto speciale |
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| Stato: | |||||||||
| Zona: | Italia nord-orientale | ||||||||
| Capoluogo: | Trieste | ||||||||
| Superficie: | 7.845 km² | ||||||||
| Abitanti: | 1.212.602 (01.01.2007) | ||||||||
| Densità: | 154 ab./km² | ||||||||
| Province: | Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine | ||||||||
| Comuni: | Elenco dei 219 comuni | ||||||||
| Politica | |||||||||
| Presidente: | Renzo Tondo (PdL) (dal 15/04/2008) |
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| Giunta: | PdL,Lega Nord,UDC | ||||||||
| Consiglio (60 seggi): |
PdL Lega Nord UDC Partito Pensionati Partito Democratico Italia dei Valori La Sinistra Arcobaleno Slovenska Skupnost Cittadini per il Presidente |
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| Ultime elezioni: | 13 e 14 aprile 2008 | ||||||||
| Prossime: | 2013 | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Il Friuli-Venezia Giulia (Friûl Vignesie Julie in friulano, Friaul Julisch Venetien in tedesco, Furlanija Julijska krajina in sloveno), è una Regione a statuto speciale dell'Italia Nord-Orientale di circa 1,2 milioni d'abitanti, con capoluogo Trieste.
Indice |
[modifica] Geografia
La regione Friuli-Venezia Giulia è formata dal Friuli, che costituisce circa il 90% del territorio (con capitale storica Udine), e dalla parte di Venezia Giulia rimasta all'Italia dopo la seconda guerra mondiale. Tuttavia, non si può stabilire un confine preciso tra queste due zone, in quanto per alcuni il confine sarebbe costituito dal fiume Timavo (confini del Friuli Storico), mentre per altri, residenti soprattutto nella Bisiacaria, il confine passerebbe lungo il fiume Isonzo. Parte dei bisiachi preferisce infatti definirsi giuliana piuttosto che friulana.
I confini sono i seguenti:
- nord - Austria (Carinzia/Kärnten)
- est - Slovenia (Goriziano sloveno/Goriška e Litorale/Primorska)
- ovest - Veneto
- sud - Mar Adriatico
La regione è prevalentemente montuosa, infatti le montagne occupano il 42,6% del suo territorio, le pianure il 38,1%, mentre le colline il 19,3%.
| Per approfondire, vedi la voce Zone Altimetriche d'Italia. |
[modifica] Storia
Il Friuli - Venezia Giulia è una regione creata a tavolino negli anni del secondo dopoguerra. Il 10 febbraio 1947, alla fine della seconda guerra mondiale, l'Italia, sconfitta, aveva firmato a Parigi il Trattato di Pace con le potenze alleate (e associate) vincitrici, perdendo la massima parte della Venezia Giulia. Il 15 settembre 1947 era stato istituito il TLT (Territorio Libero di Trieste), diviso in due zone. La prima (Zona A) comprendeva Trieste e zone limitrofe , la seconda (Zona B) parte dell'Istria nord-occidentale (fra cui i comuni di Capodistria, Umago e Cittanova). Il Territorio libero di Trieste era destinato a costituire un nuovo stato sotto il diretto controllo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il progetto, avversato sia dall'Italia che dalla Jugoslavia, non riuscì però a realizzarsi. Il 26 ottobre 1954 la zona A del TLT ritornò all'Italia; la zona B restò invece alla Jugoslavia. Lo Stato italiano decise, nel 1963, di unire la parte del Territorio Libero di Trieste, assegnato all'Italia, al Friuli, formato all'epoca dalle sole province di Udine e Gorizia (la Provincia di Pordenone sarà istituita solo nel 1968 per distacco dalla Provincia di Udine), fornendo anche una certa autonomia alla nuova regione, che, oltretutto, era situata in prossimità della celebre Cortina di ferro. L'unione in un'unica unità politico-amministrativa di territori con popolazioni molto diverse per storia, cultura e tradizioni, causò, e continua a causare frizioni interne e rivendicazioni, che hanno la loro "punta di emersione" nel decennale dualismo tra Udine e Trieste, di cui si indicano di seguito solo alcune fra le ragioni principali. La scelta di Trieste come capoluogo regionale fu fatta per dare alla città giuliana, privata dei propri tradizionali mercati di sbocco e della propria zona di inflenza fin dalla fine della prima guerra mondiale e del proprio immediato entroterra subito dopo la seconda, un ruolo amministrativo importante. Ricordiamo a tale proposito che Trieste, dalla storia recente importante e travagliata, fu nel XIX secolo il principale porto dell'Impero Austro-Ungarico ed uno dei maggiori empori del Mediterraneo, nonché polo culturale di indiscussa importanza. Per tali ragioni godeva di un certo prestigio internazionale. La città che, dalla fine dell'Ottocento, era divenuta anche uno dei simboli del nazionalismo italiano, risultava però essere estranea alla regione storica e geografica del Friuli e tuttora è fortemente osteggiata dalla componente friulana di Pordenone, Udine e Gorizia. Udine, da parte sua, fin dal XIII secolo è riconosciuta come capitale del Patriarcato di Aquileia, in età medievale uno degli stati più estesi ed importanti dell'Italia settentrionale. Il patriarcato di Aquileia si dotò, molto precocemente, di una propria Costituzione e di un Parlamento, ritenuto, da alcuni studiosi, il più antico d'Europa[1]. Al momento della costituzione in regione del Friuli - Venezia Giulia, la città fu estromessa dal ruolo che per secoli aveva avuto e che, secondo molti friulani, le spetterebbe ancora, considerando la propria illustre storia, la centralità geografica di cui gode (mentre Trieste è decentrata e geograficamente al margine della regione), l'importanza economica della propria area urbana e quella sia economica che demografica della Provincia di cui è capoluogo, ove vive quasi la metà dell'intera popolazione regionale.
| Per approfondire, vedi le voci Friuli e Venezia Giulia. |
[modifica] Natura
- ZPS - Zone di Protezione Speciale
Questi sono, per quanto concerne la Regione Friuli Venezia Giulia, i siti delle Zone di Protezione Speciale.[2]
Provincia di Gorizia
- Valle Cavanata e Banco Mula di Muggia
Provincia di Pordenone
Provincia di Trieste
- Carso
- Valle Cavanata e Banco Mula di Muggia
Provincia di Udine
- Dolomiti friulane
- Gruppo del Monte Grions
- Alpi Carniche
- Alpi Giulie
- Laguna di Marano e Laguna di Grado
[modifica] Demografia
Come si è già accennato, Il Friuli Venezia Giulia è formato da due entità assai diverse per tradizioni culturali, storiche e produttive (il Friuli vero e proprio, con Pordenone e Udine, e la Venezia Giulia, con Gorizia e Trieste). Inoltre, mentre in passato era ben evidente la differenza tra il grande porto di Trieste, città che godeva di un relativo benessere nonostante i molti problemi e nodi irrisolti, e il Friuli, zona agricola depressa, oggi la situazione è radicalmente mutata. Le provincie di Udine e Pordenone raccolgono il 70% degli abitanti, possiedono un elevato tenore di vita e vantano ritmi di sviluppo economico pari a quelli della provincia di Gorizia e superiori a quelli del capoluogo regionale, che pur continua a godere di un reddito pro capite fra i più alti d'Italia[3]. Per quanto riguarda la distribuzione della popolazione sul territorio, parte si addensa attorno ai centri principali, ma principalmente vive ancora in piccoli e medi comuni, mentre poco popolata è la montagna.
La regione è stata una delle zone che più ha risentito dei fenomeni migratori, causati da fattori quali l'economia depressa, le varie vicende belliche, i cambiamenti territoriali e il terremoto del 1976. Tra la fine dell'Ottocento e la fine della seconda guerra mondiale, salvo la breve parentesi della Grande Guerra, i flussi si sono diretti soprattutto verso l'Argentina e gli Stati Uniti. Con il secondo dopoguerra il fenomeno si invertì momentaneamente visto l'afflusso di migliaia di profughi dall'Istria e da Zara, per poi riprendere quasi contemporaneamente verso l'Europa centrale (Svizzera, Germania, Francia, Belgio), oltreoceano (Stati Uniti, Canada, Australia) e verso la zona del triangolo industriale (Piemonte, Lombardia, Liguria). Solo con gli anni settanta il Friuli Venezia Giulia si trasformò da terra di emigrati in regione ricettrice di flussi migratori provenienti sia dal resto d'Italia, sia, soprattutto, dall'estero. Fra le cause di tale inversione di tendenza vanno segnalate lo sviluppo industriale, profilatosi in forma netta e inequivocabile proprio in quegli anni, e la ricostruzione di parte della regione a seguito del terremoto del 1976, che richiamò in patria anche numerosi friulani.
A partire dagli anni ottanta del Novecento la forte flessione del tasso di natalità che ha colpito con particolare forza il Friuli Venezia Giulia e, più in generale, tutta l'Italia centro-settentrionale è stata così compensata da un vigoroso flusso di immigrati. Tale flusso ha consentito alla regione una dinamica demografica positiva che, seppur molto modesta, non solo non si sarebbe prodotta in assenza degli immigrati, ma sarebbe stata sicuramente di segno negativo.
Nel 2006[4] i nati sono stati 10.355 (8,6‰), i morti 13.676 (11,3‰) con un incremento naturale di -3.321 unità rispetto al 2005 (-2,7%). Le famiglie contano in media 2,2 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 1.212.602 si contavano 72.462 stranieri (6,0‰).
| Provincia | Popolazione (1/1/2007) | Superficie (km²) | Densità (ab/km²) |
|---|---|---|---|
| GO | 141.229 | 466 | 303 |
| PN | 303.258 | 2.178 | 139 |
| TS | 236.512 | 212 | 1.115 |
| UD | 531.603 | 4.905 | 108 |
| Friuli-Venezia Giulia | 1.212.602 | 7.845 | 154 |
I comuni principali del Friuli Venezia Giulia con più di 10.000 abitanti (dati istat al 31.12.2006)
| Comune | Abitanti | Provincia |
|---|---|---|
| Trieste | 208.621 | TS |
| Udine | 96.750 | UD |
| Pordenone | 50.518 | PN |
| Gorizia | 36.172 | GO |
| Monfalcone | 27.701 | GO |
| Sacile | 19.577 | PN |
| Cordenons | 18.247 | PN |
| Codroipo | 15.159 | UD |
| Porcia | 14.792 | PN |
| Azzano Decimo | 14.457 | PN |
| San Vito al Tagliamento | 14.241 | PN |
| Tavagnacco | 13.783 | UD |
| Muggia | 13.414 | TS |
| Latisana | 13.037 | UD |
| Cervignano del Friuli | 12.861 | UD |
| Ronchi dei Legionari | 11.810 | GO |
| Spilimbergo | 11.733 | PN |
| Maniago | 11.632 | PN |
| Cividale del Friuli | 11.515 | UD |
| Gemona del Friuli | 11.080 | UD |
| Fiume Veneto | 10.903 | PN |
| Fontanafredda | 10.719 | PN |
| Tolmezzo | 10.539 | UD |
[modifica] Economia
| Per approfondire, vedi la voce Economia del Friuli. |
[modifica] Dati economici
Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite[5] prodotto nel Friuli Venezia Giulia dal 2000 al 2006:
| 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prodotto Interno Lordo (Milioni di Euro) |
27.255,0 | 28.908,9 | 29.938,7 | 30.384,4 | 31.411,3 | 32.739,2 | 34.306,3 |
| PIL ai prezzi di mercato per abitante (Euro) |
23.101,4 | 24.449,3 | 25.209,4 | 25.428,4 | 26.143,4 | 27.135,7 | 28.342,9 |
Nel 2004 la regione Friuli Venezia Giulia si è collocata al quindicesimo posto nella classifica del reddito pro-capite di tutte le regioni dell'Unione Europea[6].
Di seguito la tabella che riporta il PIL[7], prodotto in Friuli-Venezia Giulia ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:
| Macro-attività economica | PIL prodotto | % settore su PIL regionale | % settore su PIL italiano |
| Agricoltura, silvicoltura, pesca | € 487,6 | 1,42% | 1,84% |
| Industria in senso stretto | € 6.638,2 | 19,35% | 18,30% |
| Costruzioni | € 1.355,7 | 3,95% | 5,41% |
| Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni | € 6.882,1 | 20,06% | 20,54% |
| Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali | € 8.496,2 | 24,77% | 24,17% |
| Altre attività di servizi | € 6.861,4 | 20,00% | 18,97% |
| Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni | € 3.585,0 | 10,45% | 10,76% |
| PIL Italia ai prezzi di mercato | € 34.306,3 |
[modifica] Agricoltura
La morfologia della regione costituisce un ostacolo per l'agricoltura che, anche se qua e là modernamente organizzata, resta peraltro nel complesso un settore debole. Discreto ruolo hanno in pianura la produzione di mais e di barbabietole da zucchero, mentre nell'area collinare una viticoltura molto specializzata garantisce vini e grappe di alta qualità. Anche l'allevamento del bestiame, bovino in prevalenza, ormai nettamente superiore al consumo locale e quindi destinato al commercio con le altre regioni, è al servizio di un'industria rinomata.
- Prodotti agroalimentari tradizionali
Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Friuli-Venezia Giulia, ha riconosciuto 120 prodotti del Friuli-Venezia Giulia come "tradizionali".
| Per approfondire, vedi la voce Prodotti agroalimentari tradizionali italiani. |
[modifica] Industria
L'industrializzazione del Friuli-Venezia Giulia iniziò con lo sviluppo del settore dell'industria di base, con pochi grandi impianti, concentrata sulla costa. L'industria pesante è, oggi, in fase di generale declino. Si è invece sviluppato con successo il modello dell'azienda manifatturiera medio-piccola, a struttura generalmente familiare, derivante dall'esperienza dell'artigianato e diffusa in ogni parte della regione. È fiorente ormai in molti settori, come quello meccanico, soprattutto a Pordenone, quello tessile e quello dell'arredamento. In provincia di Udine, soprattutto nell'hinterland udinese, ha grande peso il settore terziario che rappresenta circa due terzi dell'occupazione totale. Presenti numerosi centri commerciali e centri di distribuzione, concentrati soprattutto a nord di Udine. Le industrie pesanti, un tempo presenti nel capoluogo friulano (acciaierie Bertoli, SAFAU) si sono trasferite nell'hinterland udinese (ABS di Cargnacco) oppure lontano dal capoluogo (Danieli di Buttrio e Pittini di Osoppo). Particolare impulso all'industria manifatturiera è stato dato dall'istituzione dei distretti industriali (distretto della sedia a Manzano, distretto del mobile a Brugnera, i prosciuttifici di San Daniele del Friuli).
Per ulteriori dettagli vedere Friuli, Economia.
[modifica] Cultura
[modifica] Lingue
Nel Friuli Venezia Giulia l'Italiano, lingua ufficiale dello Stato, lingua di cultura e principale lingua d'uso, è parlato dalla quasi totalità degli abitanti. Gran parte della popolazione, tuttavia, ha altri idiomi come propria lingua materna, sia neolatini che di altre famiglie linguistiche. Fra i primi possiamo annoverare (in ordine di consistenza numerica):
- Il friulano, un idioma retoromanzo diffuso nella maggior parte dei comuni appartenenti alle province di Gorizia, Udine e Pordenone (nonché, fuori dal Friuli-Venezia Giulia, nel Mandamento di Portogruaro). Dal 1996 il friulano gode in regione di un livello minimo di tutela.
- Il veneto. Varietà di veneto (triestino, bisiaco, graisàn ecc.) sono parlate in tutta la provincia di Trieste, nella parte orientale di quella di Gorizia e in quella occidentale di Pordenone. Dialetti di tipo veneto si erano anche diffusi presso la borghesia urbana delle città di Gorizia, Udine e Palmanova, ma a partire dal secondo dopoguerra sono praticamente scomparsi a Udine e Palmanova, mentre presentano ancora una certa vitalità a Gorizia.
Fra le lingue non romanze un posto privilegiato spetta a due idiomi parlati in regione fin da età medievale:
- Lo sloveno (circa 61.000 parlanti[8]) che è diffuso sia nelle province di Gorizia e Trieste (dov'è tutelato per legge) che in quella di Udine (Slavia veneta e Val Canale). Nell'udinese lo sloveno viene parlato in alcune zone in una sua varietà arcaica (il resiano) percepita da alcuni dei suoi stessi parlanti come una lingua a sé stante.
- Il tedesco, insediato in Val Canale (dove convive con il gruppo linguistico friulano e con quello sloveno) e in due piccole "isole" in provincia di Udine, cioè il comune di Sauris e la frazione di Timau appartenente quest'ultima al comune di Paluzza. Mentre in Val Canale e a Timau si parlano dialetti di tipo carinziano, il tedesco parlato a Sauris è imparentato con le parlate tirolesi. Non esistono statistiche ufficiali sul numero dei parlanti. Dal 1999 il tedesco gode in regione di un livello minimo di tutela.
Va segnalato che il perfetto bilinguismo costituisce praticamente la norma presso i venetofoni e i friulanofoni (veneto/italiano, friulano/italiano). Gli sloveni sono spesso bilingui e trilingui (sloveno/friulano/italiano in provincia di Udine - e in buona parte di quella di Gorizia - e sloveno/veneto/italiano in quella di Trieste e in alcune zone del goriziano) e lo stesso si può dire per i tedeschi di Sauris e a Timau (tedesco/friulano/italiano). Nella Val Canale non è raro trovare persone che possono esprimersi correttamente in ben quattro idiomi: tedesco, italiano, friulano e sloveno.
| Lingua [9] | Percentuale |
|---|---|
| italiano | 53,5% |
| friulano | 43 % |
| sloveno | 4,7 % |
| tedesco | 0,4 % |
Divisi per provincia:
| Provincia | Italiani | Friulani | Sloveni |
|---|---|---|---|
| Pordenone | 53,8 % | 37 % | 2,5 % |
| Udine | 21,7% | 74,9% | 3,3% |
| Gorizia | 70,3 % | 24,6% | 7,4% |
| Trieste | 91 % | 1,7 % | 7,1 % |
| Per approfondire, vedi le voci Lingua friulana, Diffusione dello sloveno in Italia, Lingua Saurana, Timau, Dialetto resiano, Dialetto triestino, Dialetto tergestino e Dialetto bisiaco. |
[modifica] Sport
| Per approfondire, vedi la voce Sport in Friuli-Venezia Giulia. |
[modifica] Politica
Presidente
Vice Presidente
- Luca Ciriani (PdL) - Assessore alle attività produttive
Giunta regionale
- Elio De Anna (PdL) - organizzazione, personale e sistemi informativi
- Vanni Lenna (PdL) - lavori pubblici, ambiente e protezione civile
- Alessia Rosolen (PdL) - lavoro, formazione, università e ricerca
- Claudio Violino (Lega Nord) - risorse agricole, naturali, forestali e montagna
- Federica Seganti (Lega Nord) - relazioni internazionali, comunitarie e autonomie locali, sicurezza
- Roberto Molinaro (UDC) - istruzione, cultura, sport e pace
- Vladimiro Kosic (tecnico) - salute e protezione sociale
- Riccardo Riccardi (tecnico) - pianificazione territoriale, energia, mobilità e infrastrutture di trasporto
- Sandra Savino (tecnico) - risorse economiche e finanziarie, patrimonio e servizi generali
Presidente del Consiglio Regionale
Il Consiglio regionale della X legislatura è stato eletto con le elezioni del 2008.
| Per approfondire, vedi le voci Presidenti del Friuli-Venezia Giulia, Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia e Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia. |
[modifica] Amministrazioni
La regione autonoma Friuli-Venezia Giulia è suddivisa in 4 province e 219 comuni.
| Province | Capololuoghi | Comuni | ||
|---|---|---|---|---|
| GO | Gorizia | 25 (elenco) | ||
| PN | Pordenone | 51 (elenco) | ||
| TS | Trieste | 6 (elenco) | ||
| UD | Udine | 137 (elenco) |
Sul territorio regionale operano 4 comunità montane, le province di Gorizia e Trieste ricoprono anche le funzioni delle comunità montane.
| Comunità montana | Sedi | Comuni | Provincia | Sito web |
| Comunità Montana della Carnia | Tolmezzo | 28 | UD | [1] |
| Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale | Pontebba, Gemona del Friuli | 15 | UD | [2] |
| Comunità Montana del Torre, Natisone e Collio | San Pietro al Natisone, Cormons, Tarcento | 25 | UD-GO | [3] |
| Comunità Montana del Friuli Occidentale | Barcis, Meduno, Polcenigo | 27 | PN | [4] |
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Pubblicazione edita e distribuita gratuitamente dalla Provincia di Udine il 3 aprile 2006, ove testualmente è scritto:
Questa è solo una piccola parte del testo proposto dalla brochure e tratto da questo libro di Placerani:« Per avere un quadro più preciso in cui si colloca tale avvenimento, vi proponiamo qui di seguito un testo tratto dal libro "La nestre storie" - ed. ass. storie dai Longobarts, 1990 - che raccoglie le conferenze sulla storia del Friuli tenute da Pre Checo Placerani nell'inverno del 1978 »
Il libro "La nestre storie" è edito dalla "Associazione storie dai Longobarts" che ha sede a Cividale del Friuli (UD)« [...] dal 1077 in poi il Friuli è uno Stato indipendente da avere addirittura un suo Parlamento. Un esempio: abbiamo documenti relativi a una riunione del Parlamento friulano precedenti di ben 20 anni rispetto ad analoghe testimonianze del Parlamento inglese [...] » - ^ Le località - definite Zone di Protezione Speciale, e spesso indicate con l'acronimo ZPS - sono state proposte sulla base del Decreto 25 marzo 2005 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 168 del 21 luglio 2005 - predisposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi della direttiva 79/409/CEE
- ^ Sotto il profilo della ricchezza prodotta la provincia di Trieste continuava, e continua a presentare tuttora, redditi molto elevati, in alcuni anni (1991 e 2005) primi in assoluto non solo in ambito regionale, ma anche nazionale. Lo scarto in termini reddituali fra la provincia di Trieste e le altre province del Friuli Venezia Giulia, a favore della prima, può però risultare ingannevole. A differenza di queste ultime la provincia di Trieste è infatti un'entità politico-amministrativa profondamente urbanizzata che si identifica quasi interamente con la città capoluogo. Il raffronto dovrebbe essere pertanto fatto con le aree urbane di Udine, Pordenone e Gorizia, ma la mancanza di dati statistici affidabili ci impedisce di effettuare tale tipo di analisi. Per quanto riguarda i redditi provinciali degli anni 1991 e 2005 cfr. Sito del Corriere della Sera e Sito del Comune di Bologna/Articolo de Il Sole 24 Ore
- ^ Fonte dal sito: demo.istat.it
- ^ Dati Istat - Tavole regionali
- ^ Elaborazione della Camera di commercio di Milano, attraverso il Lab MiM, su dati Eurostat tratti dal rapporto "Regions: Statistical yearbook 2006. Data 1999-2004" (ottobre 2006) e relativi a 167 regioni europee (UE12, comprese le regioni dei paesi neo-ammessi dell'Est Europa: Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria e Romania; tra le regioni italiane non ci sono i dati per il Trentino-Alto Adige)
- ^ Fonte Istat
- ^ Non c'è accordo sulla reale consistenza della comunità slovena in regione. La cifra di 61.000 unità è fornita dal Ministero dell'Interno. Notizia tratta da: Raoul Pupo, Il lungo esodo. Istria: le persecuzioni, le foibe, l'esilio, Milano, serie Rizzoli storica, RCS ed., 2005, pag. 304
- ^ Fonte: L'Aménagement Linguistique dans le Monde
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Friuli-Venezia Giulia
Wikisource contiene alcuni canti del Friuli-Venezia Giulia
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito del Consiglio Regionale
- Portale turistico ufficiale della regione
- Portale turistico informativo sul Friuli Venezia Giulia
- Aeroporto del Friuli Venezia Giulia
- Meteo regionale
- Portale della sanità regionale
- Scuole della regione
- Sito delle pro loco del Friuli Venezia Giulia
- Parchi e riserve naturali regionali
- I castelli del Friuli Venezia Giulia
- I rifugi del Friuli Venezia Giulia
- Film commission del Friuli Venezia Giulia
- ANCI del Friuli Venezia Giulia
- Reti civiche del Friuli Venezia Giulia
- Protezione civile del Friuli Venezia Giulia
- FVG.TV
- Webcam Friuli Venezia Giulia
| Friuli-Venezia Giulia su DMoz (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Friuli-Venezia Giulia") |
| Italia | Province della regione Friuli-Venezia Giulia | ||
|---|---|---|
| Gorizia | Pordenone | Trieste | Udine | ||
| Regioni d'Italia | ||
|---|---|---|
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