Gaiole in Chianti

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Gaiole in Chianti
[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Gaiole in Chianti]]
Gaiole in Chianti - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Toscana
Provincia: stemmaSiena
Coordinate: 43°28′0″N 11°26′0″E / 43.46667, 11.43333
Altitudine: 360 m s.l.m.
Superficie: 128 km²
Abitanti:
2.333
Densità: 18 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Bucine (AR), Castelnuovo Berardenga, Cavriglia (AR), Montevarchi (AR), Radda in Chianti
CAP: 53013
Pref. tel: 0577
Codice ISTAT: 052013
Codice catasto: D858 
Nome abitanti: gaiolesi 
Santo patrono:  
Giorno festivo:  
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Gaiole in Chianti è un comune di 2.333 abitanti della provincia di Siena, situato fra le Colline del Chianti.

Indice

[modifica] Monumenti

[modifica] Ville e Castelli

Appartenuto da sempre alla famiglia Ricasoli, ebbe la funzione d'avamposto guelfo contro Siena subendo numerose distruzioni. Durante il dominio mediceo, il castello fu trasformato e munito di bastioni e torri di vedetta, su progetto di Giuliano da Sangallo. Dopo la conquista di Siena fu convertito in una prestigiosa residenza signorile dalla famiglia Ricasoli.

La proprietà è circondata da grandi boschi di abete bianco, frutto dell'opera di rimboschimento svolta dai monaci e rilanciata poi nell'Ottocento. Sotto la guida della famiglia Stucchi Prinetti, attuali proprietari, la fattoria è una azienda agricola affermata in Italia e all'estero.

[modifica] Edifici sacri

È la chiesa parroccchiale di Gaiole.

Caratterizzata dalla facciata a capanna in filaretto di alberese, del primitivo insediamento resta solo l'abside decorata dalla monofora; le sue dimensioni stonano con quelle più piccole delle altre parti della chiesa, probabilmente riedificata nel corso del Trecento.

La sua costruzione risale al XII secolo. Il nome della pieve si trova in una donazione del 1070 conservata nella Badia di Coltibuono ed è citata come Sancti Pauli scito Russo. Anche nella bolla datata 11 marzo 1103 emessa da Pasquale II al vescovo Giovanni da Fiesole, si parla di questa pieve, che il Papa conferma essere di pertinenza del vescovo.

Ciò che resta delle sue strutture murarie originali, si configura in alcuni elementi dell'abside e della facciata, per il resto la pieve è stata ricostruita. Anche nella sua torre campanaria si vede la primitiva costruzione, sebbene essa sia stata superiormente rifatta con il restauro integrativo del 1926-1929.

La località di Spaltenna è ricordata fino dal 1030 in alcune pergamene della Badia di Coltibuono, A Spaltenna fu trasferita la pieve di San Pietro in Avenano (1102-1110), che prese il nome di Santa Maria a Spaltenna e fu trasformata in pieve "munita". La chiesa di San Pietro in Avenano mantenne questo nome fino al 1153 quando, nella bolla di Anastasio IV al vescovo di Fiesole, essa veniva citata dal papa come pieve di Santa Maria a Spaltenna.

Dalla pieve provengono due opere di notevole qualità depositate presso la Pinacoteca di Siena: la Madonna dei Raccomandati, opera giovanile di Simone Martini, e il trittico di Bicci di Lorenzo raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Bartolomeo, Giovanni Evangelista, Maddalena e Antonio abate (1430).

Nel VII secolo il suo nome era Basilica Sancti Vincenti in fundo Bomuspagi.

Il territorio della chiesa è citato in alcune pergamene della Abbazia di Vallombrosa e della Badia di Coltibuono nel XII secolo e nel XIII secolo ed esso fu possesso dei Ricasoli fin dal 1100.

Essa è dedicata al martire cristiano Ansano, della famiglia Anicia di Roma, decapitato nel 303 per ordine del proconsole Lisia.

All'interno essa presenta una navata senza abside e un arco trasversale che divide la zona presbiteriale dalla canonica. A lato dell'arco ci sono due teste zoomorfe, una è un peduccio che rappresenta un torello. ===Chiesa di San Pietro in Avenano Risale a prima del Mille ed è nota come pieve nell'XI-XII sec.

L'interno, con cripta ove sono sepolti i membri della famiglia Ricasoli, presenta una navata divisa in tre campate voltate a crociera.

Sulla parete di fondo dell’Oratorio è affrescata la Madonna in trono, attorniata da Angeli e Santi, con il Bambino in braccio: il Bambino tiene un uccellino nella mano sinistra e una pietra preziosa nella destra, simbolo della Buona Novella. Alla destra della Madonna si trova l’affresco raffigurante San Michele Arcangelo che calpesta il drago e pesa le anime; dall’altra parte San Francesco con la Regola nella mano sinistra, un Crocifisso nella mano destra e le Stimmate sui piedi e sulle mani. Alle due pareti laterali vi sono figure di santi: Sant’Antonio Abate, rappresentato col maialino cintato – in corrispondenza di questo affresco si è aperta una crepa – Santa Lucia , con la scritta S.ca Lucia, che fa vedere i simboli del proprio martirio , San Giovanni Battista , recante l’iscrizione: Ecce agnus Dei, San Pietro con un libro in mano, San Luca Evangelista con la scritta: S.co Lucha Vangelista, alla base del quale c’è il nome del committente (Luca Canpoli), Santa Maria Maddalena , affresco molto deteriorato da una crepa, con la scritta: S.ca M.Maddalena e una data (anch’essa deteriorata): 1496

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Amministrazione

Sindaco: Claudio Parigi (Unione Democratica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0577 744711
Email del comune: disponibile non disponibile

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni