Piemonte

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Coordinate: 44°57′35″N 7°55′10″E / 44.95972, 7.91944


Regione Piemonte
Piemonte - Bandiera
Piemonte - Stemma
Stato: bandiera Italia
Zona: Italia nord-occidentale 
Capoluogo: Torino (906.566 ab. / 2007)
Superficie: 25.399 km²
Abitanti: 4.394.304  (31 ottobre 2007 fonte Istat)
Densità: 173 ab./km²
Province: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli
Comuni: Elenco dei 1.206 comuni
Politica
Presidente: Mercedes Bresso (PD)
(dal 2005)
Giunta: L'Unione
Consiglio
({{{seggi}}} seggi):
Ultime elezioni: 4 aprile 2005
Prossime: 2010
Note:

Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il [[Portale:{{{portale}}}]]
« ...Salve, Piemonte! A te con melodia
mesta, da lungi risonante, come
gli epici canti del tuo popol bravo,
scendono i fiumi.
Scendono pieni, ripidi, gagliardi,
come i tuoi cento battaglioni, e a valle
cercan le deste a ragionar di gloria
ville e cittadi. ... »
(Giosuè Carducci, Piemonte vv 9-16)

Il Piemonte (in piemontese Piemont [pje'mʊnt]) è una regione dell'Italia nord-occidentale di 4.394.304 abitanti (demo.istat.it 31-10-2007) con capoluogo Torino. Confina ad ovest con la Francia (regioni Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord-ovest con la Valle d'Aosta, a nord con la Svizzera (cantoni Vallese e Ticino), ad est con la Lombardia a sud-est con l'Emilia-Romagna e a sud con la Liguria.

La regione fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Indice

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi le voci Geografia del Piemonte e Zone Altimetriche d'Italia.

Il territorio della regione è prevalentemente montuoso (ben il 43,3% del territorio regionale).
Le principali catene montuose sono le Alpi, che circondano la regione ad ovest, e gli Appennini che, situati a confine con Liguria ed Emilia-Romagna formano così un confine naturale.

Il territorio piemontese è ricco di corsi d'acqua, tutti tributari del fiume Po, che attraversa interamente la regione da ovest a est; da citare oltre allo stesso Po, il Tanaro (suo principale affluente di destra), la Dora Baltea, la Sesia, la Dora Riparia, la Stura di Lanzo e l'Orco; da citare anche il Ticino (che scorre però solo per pochi km fungendo da confine con la Lombardia) e sopratutto il Toce, il più importante immissario del Lago Maggiore dopo il Ticino, che scorre interamente nella provincia di Verbania.

Le principali zone collinari sono il Canavese (a nord-ovest), le Langhe e il Roero (a sud-ovest) e il Monferrato (a sud).

Numerosi sono i laghi alpini di origine glaciale. Il lago Maggiore, uno dei laghi più grandi d'Italia, segna il confine a est con la Lombardia, insieme al suo emissario, il fiume Ticino.

La montagna piemontese ha un aspetto imponente ed aspro: infatti le sommità al di sopra dei tremila metri scendono rapidamente verso la pianura. La sua caratteristica è infatti di essere priva di prealpi come tutte le altre regioni alpine. Da ciò deriva il nome della regione che significa "al piede dei monti". Al di sotto delle rocce e dei pascoli ci sono ampie estensioni di boschi: le conifere sono meno diffuse che in altre sezioni delle Alpi e lasciano presto il posto a faggeti ed a castagneti.

Nelle valli ci sono impronte dell'attività umana e costituiscono importanti vie di comunicazione internazionali stradali e ferroviarie. Nelle valli minori si trovano dighe, impianti idroelettrici e centri turistici.

Le colline meridionali delle Langhe e del Monferrato sono formate da antichi sedimenti marini e sono poco resistenti all'acqua, che vi scava un labirinto di solchi e di valli. I versanti bene esposti sono coltivati a vite, cereali e foraggi ma anche a frutteti e noccioleti mentre l'allevamento, che un tempo era molto diffuso, non progredisce.

Tra queste colline e le Alpi, un altopiano ricco di acqua arriva fino a Cuneo, ad oltre cinquecento metri di altezza: qui i campi sono coltivati soprattutto a foraggi e cereali.

Nell'area torinese il paesaggio tipico è quello dello sviluppo industriale.

Interamente opera dell'uomo e frutto di un lavoro secolare è il paesaggio delle risaie nella pianura delle province di Vercelli e di Novara. Il riso si avvicenda ad altri cereali e foraggi mentre le piantagioni di pioppi si intercalano ai campi.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia del Piemonte.

Abitato fin dall'età neolitica, dopo lo scioglimento dei ghiacci in alta Val Padana, nel I millennio a.C. fu occupato dalle popolazioni celtiche o liguri dei Taurini e dei Salassi, successivamente sottomessi dai Romani (220 a.C.), che fondarono colonie come Augusta Taurinorum (l'odierna Torino) ed Eporedia (Ivrea). Dopo la crisi della parte occidentale dell'impero la regione divenne sede d'incursioni, scontri e conquiste da parte di Odoacre, dei burgundi, dei goti (V secolo d.C.), dei bizantini, dei longobardi (VI secolo), dei franchi (773), conservando però una certa autonomia. Nel IX e X secolo subì le nuove incursioni degli ungari e dei saraceni che distrussero, fra l'altro, l'Abbazia di Novalesa in Val di Susa. Amministrativamente divisa in contee e marche, fu in parte riunificata nell'XI secolo da Olderico Manfredi, che ottenne le due importanti marche di Torino e Ivrea e le lasciò in eredità al genero Oddone di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano. Il processo di riunificazione del Piemonte sotto i Savoia richiese diversi secoli, dapprima per la formazione di comuni autonomi, come Asti e Alessandria (XII secolo), e forti marchesati, come quelli di Saluzzo (XI secolo) e del Monferrato (XII secolo); poi per l'intervento di potenti signori esterni, come i Visconti (XIV secolo); infine per il coinvolgimento della regione nelle lotte fra gli Asburgo e i Valois per l'egemonia in Italia e in Europa (XVI secolo). Solo dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) Emanuele Filiberto e i suoi successori poterono avviare il processo di definitiva riunificazione, ultimato nel 1748 con la pace di Aquisgrana. Dopo la parentesi della dominazione napoleonica (1796-1814), il Piemonte seguì i destini del Regno di Sardegna ed ebbe un ruolo centrale nel Risorgimento italiano e nella costruzione del nuovo stato unitario (1861), che ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo, in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale, con gli scioperi operai nelle guerre mondiali (nel 1917 e nel 1943), le esperienze torinesi di Gramsci e Piero Gobetti (anni venti), l'intensa partecipazione alla Resistenza (1943-45), l'industrialismo innovativo di Adriano Olivetti (anni cinquanta), la stagione di lotte dell'autunno caldo (1969). Imponente fu l'industrializzazione della regione, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e dell'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-61), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare, all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano. Non mancarono, nel rapido sviluppo, gli squilibri, soprattutto territoriali, tra l'area del torinese, sede principale dell'industrializzazione, e l'economia ancora prevalentemente rurale del resto della regione. Il tessuto economico, in cui ebbe un posto proponderante la FIAT, attrasse negli anni cinquanta e sessanta un grande flusso migratorio, che provocò profonde trasformazioni sociali e culturali; si dimostrò, invece, piuttosto fragile di fronte alle sfide della mondializzazione di fine secolo, che pagò con un certo declino industriale e un alto tasso di disoccupazione

[modifica] Stemma e gonfalone della Regione

Per approfondire, vedi la voce Gonfalone, stemma e bandiera della Regione Piemonte.

Lo Stemma della Regione Piemonte ha forma quadrata, con croce d' argento in campo rosso spezzata da lambello azzurro a tre gocce. Di fatto è stato ripreso l'antico stemma subalpino, risalente al 1424.

[modifica] Luoghi di interesse storico e culturale

[modifica] Demografia

Il Piemonte ha registrato dagli anni '70 una perdita di popolazione dovuta a un calo della natalità non più compensato, come negli anni '50-'60, da immigrazioni dal resto d'Italia ed in particolare dal Sud e dal Veneto. Tuttavia negli ultimi anni si è registrata una ripresa demografica, dovuta soprattutto alla nuova immigrazione dall'Europa centro-orientale. Le densità di insediamento più elevate si registrano nelle aree urbane industrializzate dell'alta pianura, specialmente nella provincia di Torino (52% della popolazione regionale, con una densità doppia rispetto a quella media); sono invece quasi spopolate l'alta collina del Monferrato e delle Langhe e la montagna alpina.

Nel 2006 i nati sono stati 37.851 (8,7‰), i morti 47.400 (10,9‰) con un incremento naturale di -9549 unità rispetto al 2005 (-2,2‰). Il 31 dicembre 2006, su una popolazione di 4.352.828 abitanti, si contavano 252.302 stranieri (5,8%). Le famiglie contano in media 2,2 componenti.

# Città Provincia Popolazione
1 Torino Torino 905.755
2 Novara Novara 102.594
3 Alessandria Alessandria 92.493
4 Asti Asti 74.367
5 Moncalieri Torino 57.084
6 Cuneo Cuneo 54.911
7 Rivoli Torino 50.122
8 Collegno Torino 50.035
9 Nichelino Torino 48.687
10 Settimo Torinese Torino 47.378
11 Vercelli Vercelli 44.500

[modifica] Natura

Nella regione ci sono 193.000 ettari di aree protette, pari al 7,6% della superficie totale, per un totale di 56 parchi e riserve regionali, due parchi nazionali Gran Paradiso e Val Grande, il Parco Regionale dei Laghi di Avigliana, il Parco naturale della Collina Torinese ed un parco provinciale del lago di Candia.

Particolarmente rilevante l'impegno ambientale profuso nella tutela della fascia fluviale del Po che è stato il primo ad essere realizzato.

[modifica] SIC - Siti di Interesse Comunitario

Questi sono, per quanto concerne la Regione Piemonte, i siti di rilevante importanza in ambito CEE riferiti alla regione biogeografica mediterranea.
Le località - definite Siti di Interesse Comunitario, e spesso indicate con l'acronimo SIC - sono state proposte sulla base del Decreto 25/3/2005 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 157 dell'8 luglio 2005 - predisposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi della direttiva 92/43/CEE.

[modifica] Economia

[modifica] Dati economici

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite [1] prodotto nel Piemonte dal 2000 al 2006:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
98.634,4 102.179,7 105.206,1 108.715,1 113.270,7 114.993,2 118.753,5
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
23.360,9 24.233,9 24.916,8 25.575,2 26.340,8 26.520,6 27.316,6

Di seguito la tabella che riporta il PIL[2], prodotto in Piemonte ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 1.608,0 1,35% 1,84%
Industria in senso stretto € 25.921,7 21,83% 18,30%
Costruzioni € 5.405,1 4,55% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 24.084,8 20,28% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 29.735,6 25,04% 24,17%
Altre attività di servizi € 19.355,6 16,30% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 12.642,7 10,65% 10,76%
PIL Italia ai prezzi di mercato € 118.753,57

[modifica] Evoluzione storico economica

La regione Piemonte è una regione a bassa natalità con antica tradizione industriale. La sua manodopera è composta prevalentemente da immigrati veneti e meridionali, ed oggi anche dall'estero, e per molto tempo l'industria è stata il motore economico regionale.

I prodotti agricoli coltivati sono cereali, patate, ortaggi, barbabietole da zucchero, frutta, pioppi e foraggio; nelle zone collinari è molto accentuata la coltivazione della vite. L'allevamento è concentrato su bovini e suini.

Molto sviluppate sono anche le industrie, soprattutto quella automobilistica con il gruppo FIAT e le aziende collegate. Di rilievo sono anche i settori chimico, alimentare (la regione è la prima d'Italia per produzione di cioccolato), tessile e dell'abbigliamento. Tra le regioni italiane, il Piemonte è quella che più investe nell'industria elettronica, un tempo legata alla Olivetti ed oggi ad aziende straniere. Nel settore terziario, assumono importanza le attività bancarie ed assicurative, il commercio, l'editoria e il turismo alpino e lacustre.

Della popolazione del Piemonte, più della metà vive nella provincia di Torino, città che sorge alla confluenza nel Po della Dora Riparia. È stata proprio la disponibilità di acqua a favorire la nascita in passato delle prime industrie: infatti i mulini, le ferriere e le piccole officine artigiane funzionavano grazie all'acqua.

Lo sviluppo di questa città è stato molto rapido dal 1945 in poi grazie alla presenza della FIAT che, nata sul finire dell'Ottocento, ha compiuto i maggiori progressi durante gli anni cinquanta quando si cominciò a vendere le prime utilitarie. Torino non è famosa solo per il settore automobilistico e le altre attività collegate all'automobile (stabilimenti di pneumatici, industrie chimiche di vernici e di materie plastiche) ma anche per l'industria alimentare (sono molto conosciuti i Gianduiotti).

La concentrazione di tante attività industriali ha fatto si che si creasse una notevole congestione urbana, considerato anche il fatto che le colline arrivano fino ai margini della città e le aziende sono quindi concentrate in uno spazio ristretto.

A partire dal 1974 (anno in cui Torino toccò l'apice della sua ascesa demografica con 1.199.197 abitanti), tuttavia, l'area torinese è andata via via decongestionandosi anche a causa del decentramento industriale che ha redistribuito le industrie cittadine in tutto il Piemonte e nel Sud Italia, riportando quindi molti lavoratori emigranti alle proprie terre d'origine.

Da allora Torino ha perso circa 300.000 abitanti (all'ultimo censimento ne contava infatti 902.000), ma l'intera Regione è andata incontro ad una grave crisi economica terminata di recente grazie al rilancio ottenuto dalle Olimpiadi invernali 2006, che hanno dato a Torino uno slancio internazionale ed hanno portato il turismo nella città, che si è trovata così da grosso centro industriale e commerciale (qual è ancora nonostante la crisi) ad essere un'importante meta turistica (soprattutto per quanto riguarda gli sport invernali).

A confermare il rilancio dell'economia piemontese vi è anche l'ottimo andamento della produzione industriale durante il 2006: +3,1%, a fronte di una crescita nazionale del 2,9 % nello stesso settore. Inserirequilaformula

[modifica] Zone economiche

L'economia a nord del Po è più prospera di quella del Piemonte meridionale: Biella è uno dei più importanti centri italiani dell'industria laniera; Ivrea con l'Olivetti è stata una città importantissima per il settore tecnologico con la produzione di macchine da scrivere e PC, Vercelli è un grande mercato europeo del riso e conta anche fabbriche tessili e chimiche così come Novara, città molto più vicina a Milano che non a Torino con le sue industrie alimentari, tessili, meccaniche e grafiche.

Altre città importanti sono Chivasso, situata fra le colline di Torino e quelle del Monferrato, che viene considerata la "pompa" delle risaie di Vercelli, Novara e della Lomellina poiché un grandioso impianto pompa continuamente acqua dal Po nel canale Cavour; Alba, celebre per i suoi tartufi ma anche per l'industria alberghiera; Stresa, celebre centro turistico sulle rive piemontesi del Lago Maggiore; Pinerolo, città della cavalleria e sede della prima Società di Mutuo Soccorso d'Italia.

Nel Piemonte meridionale troviamo Cuneo, sul fiume Stura che si trova al centro di valli alpine che conducono a valichi non molto frequentati se paragonati agli altri centri alpini; Asti, sul fiume Tanaro, è favorita dalla sua posizione poiché si trova sulla strada che collega Genova a Torino ed è un mercato di prodotti agricoli ed un centro della lavorazione del vino.

Mentre Asti sente molto l'attrazione di Torino, considerata la modesta distanza che la separa dal capoluogo regionale, Alessandria invece gravita maggiormente verso l'area genovese; anche qui prevale il commercio agricolo ma vi sono inoltre delle industrie, alcune delle quali molto caratteristiche come quelle di profumi e di cappelli.

Un altro capitolo importante per l'economia piemontese è il cioccolato. Nella regione sono prodotte 80.000 tonnellate per un valore di 800 milioni di euro impiegando 5.000 addetti. In questi ultimi anni l'esportazione del prodotto è stata di 30.000 tonnellate con un'espansione degli affari del 33,9% negli ultimi dieci anni.

[modifica] Trasporti

[modifica] Strade

Strade Statali

Strade Regionali: (strade ex Statali divenute Regionali col Decreto Legislativo n. 112 del 1998)

Per approfondire, vedi la voce Elenco strade regionali della Regione Piemonte.

match==Cultura==

[modifica] Siti UNESCO

Per approfondire, vedi la voce Residenze sabaude in Piemonte.
Per approfondire, vedi la voce Sacri Monti.

In Piemonte si trovano due siti iscritti dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio dell'Umanità. Si tratta delle Residenze Sabaude, inserite nel 1997, e del sito Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, incluso nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2003. Attualmente è stata avanzata la proposta di candidatura per includere nella lista UNESCO la celebre zona vitivinicola di Langhe-Monferrato-Roero.

[modifica] Contatti culturali

[modifica] Personaggi illustri

[modifica] Sport

Lo sport in Piemonte, fatta eccezione per il calcio, si è sviluppato ad un certo livello solo dal secondo dopoguerra in poi. A livello sportivo le società piemontesi si sono distinte in tempi recenti soprattutto nel calcio con la Juventus ed il Torino, nella pallavolo con la squadra di Cuneo e nell'hockey su pista con l'Hockey Novara.

Per approfondire, vedi la voce Sport in Piemonte.

[modifica] Piatti tipici

Il Piemonte è conosciuto nel mondo per alcuni suoi piatti tipici.

[modifica] Prodotti agroalimentari tradizionali

Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Piemonte, ha riconosciuto 370 prodotti piemontesi come "tradizionali"

Per approfondire, vedi la voce Prodotti agroalimentari tradizionali italiani#Regione Piemonte.

[modifica] Inquadramento amministrativo

Dal 1946 il Piemonte è una regione della Repubblica Italiana. Il 18 maggio 2007 il governatore della Regione, prof.ssa Mercedes Bresso, ha ipotizzato un'unione con la Regione Liguria.

[modifica] Amministrazioni

Le province piemontesi
Le province piemontesi


[modifica] Galleria immagini

[modifica] Note

  1. ^ Dati Istat - Tavole regionali
  2. ^ Dati Istat - Tavole regionali

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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