San Gimignano

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San Gimignano
Panorama di San Gimignano
San Gimignano - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Toscana
Provincia: stemmaSiena
Coordinate: 43°28′0″N 11°3′0″E / 43.46667, 11.05
Altitudine: 324 m s.l.m.
Superficie: 138 km²
Abitanti:
7.105
Densità: 51 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Barberino Val d'Elsa (FI), Certaldo (FI), Colle di Val d'Elsa, Gambassi Terme (FI), Poggibonsi, Volterra (PI)
CAP: 53037
Pref. tel: 0577
Codice ISTAT: 052028
Codice catasto: H875 
Nome abitanti: sangimignanesi 
Santo patrono: San Geminiano, Santa Fina 
Giorno festivo: 31 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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San Gimignano è un comune toscano di 7.105 abitanti situato in provincia di Siena.

Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale[1].

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi le voci Clima della Toscana e Stazione meteorologica di San Gimignano.

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.c., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici (soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante 324 m s.l.m.) dell'alta Val d'Elsa.

La prima menzione risale al 929, mentre alla fine del X secolo si trova citato nell'itinerario lungo la via Francigena dall'arcivescovo Segerico, che segnalava il "borgo" anche come punto di intersezione con la strada fra Pisa e Siena. Secondo la tradizione il nome derivò dal santo vescovo di Modena, che avrebbe difeso il villaggio dall'occupazione di Attila.

La prima cinta muraria risale al 998 e comprendeva il poggio di Montestaffoli, dove già esisteva una rocca sede di mercato di proprietà del vescovo di Volterra, e il poggio della Torre con il castello vescovile.

[modifica] Il Duecento

Taddeo di Bartolo, San Gimignano da Modena che tiene la città di San Gimignano, Museo civico (San Gimignano)
Taddeo di Bartolo, San Gimignano da Modena che tiene la città di San Gimignano, Museo civico (San Gimignano)

Verso il 1150, nonostante l'apertura di un nuovo tracciato della Francigena, San Gimignano continuò ad essere un centro emergente, con una politica di espansione territoriale e una significativa crescita delle attività commerciale. Fu in questo periodo che si formarono due "borghi" al di fuori delle mura: quello di San Matteo, verso Pisa, e quello di San Giovanni, verso Siena, entrambi lungo una nuova "via maestra", che vennero inglobati nelle mura con il nuovo tracciato completato nel 1214.

Nel 1199, nel pieno del suo splendore economico, il paese guadagnò la propria indipendenza comunale rispetto ai vescovi di Volterra. Non mancarono le lotte intestine tra guelfi e ghibellini (rispettivamente capeggiati dagli irriducibili Ardinghelli e Salvucci), ma al XII secolo, sotto i ghibellini, risale il periodo di maggior splendore economico, che si basava sul commercio dei pregiati prodotti agricoli locali, tra i quali il più ricercato era lo zafferano, venduto in Italia (Pisa, Lucca, Genova) ed all'estero (Francia e Paesi Bassi, fino anche alla Siria e all'Egitto[2]). Inoltre, al pari di altri centri toscani, si diffuse la speculazione finanziaria e l'usura. La solida economia permise la creazione di un ceto aristocratico urbano, che espresse la propria supremazia politica e sociale nella costruzione delle torri: nel Trecento si arrivò a contare 72 torri (oggi ne rimangono 14).

Gli ingenti capitali accumulati vennero investiti nel corso del Duecento in importanti opere pubbliche, che diedero alla cittadina l'articolazione degli spazi urbani visibile ancora oggi.

Nel 1251 le mura inglobarono Montestaffoli, ma pochi anni dopo, nel 1255, la città venne presa dai guelfi di Firenze che ordinarono la distruzione delle mura. Riacquistata l'indipendenza nel 1261 e tornata la supremazia ghibellina dopo la battaglia di Montaperti, i sangimignanesi ricostruirono le mura comprendendo anche il poggio della Torre. Da allora la conformazione cittadina venne suddivisa in quattro contrade, ciascuna corrispondente ad una porta principale: quella di Piazza, di Castello, di San Matteo e di San Giovanni.

Gli ordini religiosi, appoggiati dal comune, si insediarono in città a apartire dalla metà del Duecento: i francescani fuori porta San Giovanni (1247), gli agostiniani alla porta San Matteo (1280), i domenicani a Montestaffoli (1335) e le benedettine di San Girolamo presso la Porta San Jacopo (1337).

Dall'8 maggio del 1300 il Comune ebbe l'onore di ospitare Dante Alighieri come ambasciatore della Lega Guelfa in Toscana.

[modifica] Il declino, l'epoca medicea e moderna

Il Trecento fu un secolo di crisi che non risparmiò San Gimignano: travagliata dalle lotte interne, essa fu pesantemente colpita dalla peste nera e dalla carestia del 1348, che decimò la popolazione. Nel 1351 la città stremata si consegnò spontaneamente a Firenze, rinunciando alla propria autonomia ed a un ruolo politico nello scacchiere toscano. Risale a quell'anno la Rocca di Montestaffoli, mentre nel 1358 vennero rinforzate le mura.

Nonostante il declino economico e politico, il XIV e XV secolo furono importanti dal punto di vista artistico, grazie alla presenza in città di numerosi maestri, senesi o più spesso fiorentini, chiamati soprattutto dagli ordini religiosi ad abbellire i propri possedimenti. Lavorarono a San Gimignano Memmo di Filippuccio, Lippo e Federico Memmi, Taddeo di Bartolo, Benozzo Gozzoli, Domenico Ghirlandaio, Sebastiano Mainardi (nativo di San Gimignano), Piero del Pollaiolo, ecc.

Il declino e la marginalità della città nei secoli successivi furono le condizioni che permisero la straordinaria cristallizzazione del suo aspetto medievale.

Alla fine del XIX secolo si cominciò a riscoprire la particolarità e la bellezza della cittadina, che venne sottoposta integralmente vincolo monumentale nel 1929. Nel 1990 è stato dichiarato dall'Unesco patrimonio culturale dell'Umanità.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Urbanistica

Il borgo è quasi interamente contenuto nelle mura duecentesche. Gli assi principali dell'insediamento sono due:

  • uno est-ovest, più antico (X secolo), che collegava il poggio della Torre, dove si trovava un castello vescovile, e la collina di Montestaffoli, luogo di Mercato (oggi occupato dalla rocca).
  • Uno nord-sud, più ampio, dalla Porta San Giovanni alla Porta San Matteo, sul quale passava la via Francigena.

Nell'interezione delle due direttrici principali, nel punto altimetricamente più elevato, si trovano le piazze cittadine: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Piazza Pecori è un pittoresco slargo sul fianco della collegiata che assomiglia più a un cortile interno privato.

Affacciate sulle piazze e sulle vie principali si trovano le torri e case-torri dell'antica aristocrazia mercantile e finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di conservazione.

Oggi tutti gli edifici appaiono attaccati l'uno all'altro ma osservando attentamente si può notare che in passato tra una casa e l'altra vi fosse uno spazio molto stretto (ora riempito con mattoni). Questi interstizi sono troppo stretti per permettere il passaggio di una persona (sono infatti larghi quanto un mattone), e venivano chiamati vicoli del malvicini poiché si erano dovuti agli attriti sociali tra compaesani e quando qualcuno non permetteva al futuro vicino di costruire l'abitazione a ridosso della propria si creavano inevitabilmente questi interstizi. Il vantaggio di costruire a ridosso di un edificio esistente sta nel fatto che è sufficiente costruire solo tre pareti esterne, risparmiando così materiale e manodopera.

Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Centro storico di San Gimignano
Historic Centre of San Gimignano
Tipologia Architettonico
Criterio C (i) (iii) (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Anno 1990
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia

Il centro cittadino si articola sulle direttrici principali di via San Giovanni, via San Matteo, che convergono nelle due piazze attigue di piazza della Cisterna e piazza del Duomo. La zona nord è attraversata da via Folgore da San Gimignano ed ha come punto focale piazza Sant'Agostino.

[modifica] Le torri

San Gimignano è soprattutto famosa per le circa quindici torri medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d'oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne restano circa quattordici maggiori, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la Torre del Podestà, detta la Rognosa, che è alta 51 metri, mentre la più alta è la Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255 vietò ai privati di erigere torri più alte della Rognosa, anche se le due famiglie più importanti, Ardinghelli e Salvucci, non lo rispettarono.

La quindicesima torre è il campanile della Collegiata.

[modifica] Gli edifici civili

[modifica] Le chiese

[modifica] Le architetture militari

[modifica] Cultura

È il luogo natale del poeta medioevale Folgóre di San Gimignano.

[modifica] Musei

  • Museo Civico
  • Museo Diocesano
  • Spezeria di Santa Fina-Museo Etrusco e Galleria d'Arte Moderna
  • Museo ornitologico
  • Museo della tortura: Detto anche Museo criminale medioevale conserva e mostra tutte le tecniche e gli strumenti della tortura medioevale, strumenti della pena di morte e documenti della Santa Inquisizione.

[modifica] Economia

La risorsa principale della città è il turismo, favorito anche dalla conveniente dislocazione a metà strada tra Firenze e Siena. Esso alimenta numerose attività collaterali di artigianato e di servizio.

San Gimignano è una cittadina agricola famosa per la produzione vitivinicola della Vernaccia e la coltivazione dello zafferano. La Vernaccia di San Gimignano è uno dei vini bianchi più pregiati, viene prodotto in una ristretta zona della Toscana tra Siena, Pisa e Firenze coincidente con il territorio comunale di San Gimignano. Esso è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo ed è stato il primo vino italiano a ricevere il marchio di Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1966.

Al momento nel comune risultano occupati complessivamente 3.924 individui, pari al 55% del numero complessivo degli abitanti.

San Gimignano fa parte di:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Marco Lisi (centrosinistra) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0577 9901
Email del comune: disponibile non disponibile

[modifica] Personalità legate a San Gimignano

[modifica] Città gemellate

[modifica] Note

  1. ^ Toscana. Guida d'Italia ("Guida rossa"), Touring Club Italiano, Milano, 2003.
  2. ^ Guida Touring, cit., pag. 602.

[modifica] Bibliografia

  • V. Bartoloni – G. Borghini – A. Mennucci, San Gimignano. Contributi per una nuova storia, Certaldo (Fi), Arti Grafiche Nencini, 2003.
  • R. Cardini – A. Padoa Rizzo – M. Regoliosi, Benozzo Gozzoli. Le Storie di Sant’Agostino a Sant’Agostino a San Gimignano, Roma, Bulzoni Editore, 2001.
  • G. Coppini, San Gimignano. Sogno del Medioevo, San Gimignano (Si), Edizioni il Furetto, 2000.
  • R. Donati, San Gimignano. Città dalle belle torri, Narni, Edizioni Plurigraf, 1975.
  • L. Pecori, Storia della terra di San Gimignano, a cura di Valerio Bartoloni, Certaldo (Fi), Arti Grafiche Nencini, 2006.
  • R. Razzi, Il Santuario della Madonna di Pancone in San Gimignano. La storia e l’immagine, Poggibonsi, Nencini editore, 2002.
  • J. Vichi Imberciadori – P. Torriti, La Collegiata di San Gimignano e il suo Museo d’Arte Sacra, Genova, Sagep Editrice, 1991.

[modifica] Voci correlate

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