Valle d'Aosta
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Regione Autonoma Valle d'Aosta regione autonoma a statuto speciale |
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|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
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| Stato: | |||||||||
| Zona: | Italia nord-occidentale | ||||||||
| Capoluogo: | Aosta | ||||||||
| Superficie: | 3.263 km² | ||||||||
| Abitanti: | 124.812 (2007) | ||||||||
| Densità: | 38,2 ab./km² | ||||||||
| Province: | Nota * | ||||||||
| Comuni: | Elenco dei 74 comuni | ||||||||
| Politica | |||||||||
| Presidente: | Luciano Caveri (Union Valdôtaine) (dal 2005) |
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| Giunta: | Union Valdôtaine - Fédération Autonomiste - Stella Alpina | ||||||||
| Ultime elezioni: | 25 maggio 2008 | ||||||||
| Prossime: | {{{elezioniProssime}}} | ||||||||
| Note: | * La Valle d'Aosta non ha province, Aosta è considerato capoluogo di regione. Sigla auto: AO |
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| Sito istituzionale | |||||||||
La Valle d'Aosta (in francese Vallée d'Aoste, in arpitano Vâl d'Aoutha) è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale, con capoluogo Aosta. La Valle d'Aosta fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.
Confina a nord con la Svizzera (Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia nella regione Rodano-Alpi), a sud e ad est col Piemonte (Provincia di Torino, Provincia di Biella, Provincia di Vercelli).
Indice |
[modifica] Simboli della Regione
La Regione Autonoma Valle d'Aosta è rappresentata da:
- Uno stemma araldico
- Un gonfalone
- Una bandiera (la cui versione legale, approvata nel 2006, non reca alcuno stemma o scritta)
- Un inno (Montagnes Valdôtaines ossia Montagne Valdostane)
Lo stemma, non il logo attuale che ne rappresenta una rielaborazione, della Regione Autonoma Valle d'Aosta è così blasonato: "Di nero, al leone d'argento armato e linguato di rosso. Timbrato da una corona di regione". È stato aggiunto, forse per un'errata interpretazione delle cuciture di tenuta, un bordino dorato.
Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di nero.
La bandiera è un drappo partito di nero e di rosso
[modifica] Etimologia del nome
Il significato del nome della regione è chiaro: la valle di Aosta, l'unica città della regione, il cui nome a sua volta in origine era Augusta Praetoria Salassorum in onore dell'imperatore romano Augusto che la fondò e in ricordo dei Salassi, il popolo autoctono sconfitto dai romani.
[modifica] Geografia
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Valle d'Aosta. |
Il territorio della Valle d'Aosta, situato nell'estrema parte nord-occidentale dell'Italia, è interamente montuoso.
Alte montagne circondano la regione: il massiccio del Monte Bianco (Mont-Blanc) raggiunge i 4810 metri d'altitudine ed è la vetta più elevata d'Europa. Il Monte Bianco è situato al confine con la Francia; un lungo traforo autostradale ne assicura agevoli collegamenti. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis) istituito nel 1922 per salvaguardare alberi e alcune specie di animali in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini. Le valli sono state scavate dai ghiacciai in movimento; questi un tempo ricoprivano tutta la regione. Ora i ghiacciai occupano solo le cime montuose più elevate.
[modifica] Principali massicci montuosi
La Valle d'Aosta è interessata dalle Alpi Graie (nella sua destra orografica) e dalle Alpi Pennine (nella sinistra orografica). In parte la valle è interessata anche dalle Prealpi biellesi.
Per quanto riguarda la Alpi Graie toccano la valle i seguenti massicci:
e varie altre vette del Gruppo Centrale delle Alpi Graie.
Per quanto riguarda le Alpi Pennine incontriamo soprattutto:
- Massiccio del monte Rosa
- Cervino
[modifica] Principali valli laterali
Oltre alla valle principale, sulla sinistra e sulla destra orografica della Valle d'Aosta, si dipartono valli laterali.
Partendo dall'alto della valle possiamo individuare nell'ordine valli di sinistra e valli di destra:
- valli di sinistra
- Val Ferret
- Valle del Gran San Bernardo
- Valpelline
- Valtournenche
- Val d'Ayas
- Valle del Lys, o Val di Gressoney
- valli di destra
[modifica] Fiumi e laghi
I fiumi principali sono:
- Dora Baltea (Doire Baltée), 160 Km
- Buthier
- Marmore
- Lys
I laghi principali sono:
- Lago di Beauregard (artificiale) - si trova nella Valgrisenche
- Lago di Place-Moulin (artificiale) - si trova in Valpelline
[modifica] Geografia antropica
La valle è suddivisa in otto comunità montane, che cercano di favorire la conservazione e lo sviluppo delle ricchezze e peculiarità culturali, linguistiche ed ambientali:
- Comunità Montana Valdigne Mont Blanc - raccoglie l'alta valle prospiciente il Monte Bianco;
- Comunità Montana Grand Paradis - raccoglie le valli di destra che si rivolgono verso il Gran Paradiso;
- Comunità Montana Grand Combin - raccoglie le valli di sinistra che sono dominate dal monte Grand Combin;
- Comunità Montana Mont Emilius - raccoglie i comuni della bassa valle principale prima di Aosta;
- Comunità Montana Monte Cervino - raccoglie soprattutto la Valtournenche dominata dal monte Cervino;
- Comunità Montana Evançon - raccoglie soprattutto i comuni della Val d'Ayas;
- Comunità Montana Monte Rosa - raccoglie in modo particolare la Valle di Champorcher e la bassa Valle del Lys;
- Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys - raccoglie l'alta Valle del Lys di tradizione walser.
[modifica] Valichi e trafori
I principali valichi e trafori sono:
- il Piccolo San Bernardo che porta in Savoia in Francia;
- il colle del Gran San Bernardo e l'omonimo traforo che portano nel Vallese in Svizzera;
- il Traforo del Monte Bianco che porta in Francia.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Pian Rosa. |
Il clima è tipicamente alpino con inverni rigidi ed estati fresche. Solo la valle percorsa dalla Dora Baltea gode di condizioni climatiche più miti. Durante l'inverno cadono abbondanti nevicate.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle d'Aosta. |
Abitata dal V secolo a.C. dalla popolazione ligure-gallica dei Salassi (sono stati rinvenuti comunque megaliti risalenti al 3000 ac), nel 25 a.C. fu conquistata dai Romani, che vi fondarono Augusta Praetoria Salassorum, l'odierna Aosta. Importante sotto il profilo militare e strategico per il controllo dei valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo, nel Medioevo fu oggetto di contesa e conquista da parte di numerosi popoli e regni, come i Burgundi nel V secolo, gli Ostrogoti, i Bizantini e i Longobardi nel VI secolo e i Franchi nell'anno 774.
Inserita nel Regno di Borgogna nel 904, nel 1032 divenne contea di Umberto Biancamano. Da allora il suo destino fu legato alla dinastia sabauda, che nel 1302 la trasformò in ducato e le concesse sempre ampia autonomia.
Rappresentante del conte di Savoia era il balivo che sino al Trecento era chiamato podestà.
Date le caratteristiche naturali della regione, la nobiltà feudale ebbe a lungo un peso preponderante nella sua storia politica e sociale e i numerosi forti e castelli furono centri di vita politica, economica e culturale, oltre che militare.
Nel 1496 viene istituita la dignità di governatore e luogotenente del Ducato di Aosta che fa perdere di importanza il ruolo del balivo. [1] Risale a questo periodo anche la Chronique de la maison de Challant, prima opera storiografica conosciuta sulla Valle d'Aosta, scritta da Pierre Du Bois.
Nel 1536, in seguito all'invasione da parte di Francesco I di Francia dei territori di Casa Savoia (tranne che della Valle d'Aosta), fu istituito il Conseil des Commis. L'anno seguente venne firmato un trattato di neutralità tra la Valle d'Aosta e Francesco I di Francia.
Nel 1630 la peste colpì pesantemente la popolazione uccidendone due abitanti su tre.
Nel 1777 secondo il canonico Vescoz venne introdotta la coltivazione della patata in Valle d'Aosta. Ad introdurla fu il notaio Jean-François Frutaz che la seminò la prima volta a Châtillon.[2]
Anche la Chiesa, presente con numerosi monasteri, ebbe notevole influenza sulla popolazione della valle, che ai tempi della Rivoluzione Francese (alla fine del XVIII secolo) e nei decenni successivi fu roccaforte delle idee tradizionalistiche e reazionarie. Nell'Italia unita (1861) la Valle d'Aosta cercò di conservare le proprie tradizioni e specificità linguistiche e culturali.
Il fascismo cercò di italianizzare la Valle d'Aosta, con la soppressione di numerose scuole locali, l'instaurazione dell'uso esclusivo della lingua italiana negli uffici giudiziari (R.D. del 15 ottobre 1925, num. 1796), la soppressione dell'insegnamento della lingua francese (R.D. del 22 novembre 1925, num. 2191), l'italianizzazione dei toponimi (ordinanza del 22 luglio 1939) e la soppressione dei giornali in lingua francese Le Duché d'Aoste, Le Pays d'Aoste, La Patrie valdôtaine e dell'utilizzo del francese nella stampa. Peraltro con il Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, riformando le circoscrizioni provinciali attribuì alla Val d'Aosta lo status di provincia, elevandola da circondario della provincia di Torino, includendo però nella stessa anche il Canavese "italianizzato" da prima.
Diventata regione autonoma nel 1945, con Federico Chabod primo presidente, ottenne dalla Repubblica Italiana la concessione dello Statuto speciale nel 1948. Economicamente per molti secoli la Valle d'Aosta visse solo di agricoltura e di pastorizia, con la diffusione di piccole proprietà spesso insufficienti alla sussistenza dei contadini e dei pastori, costretti a spostarsi in Francia o in Svizzera per lavori stagionali, o a emigrare definitivamente.
Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) ci fu l'inversione delle tendenze demografiche ed economiche, con uno sviluppo turistico ed industriale che produsse un fenomeno immigratorio. Attualmente la regione, che ha una popolazione di 119.548 abitanti, ha un reddito pro capite tra i più alti in Italia, perlopiù grazie allo sviluppato benessere industriale del nord Italia che trasformò la Val d'Aosta in una delle mete turistiche preferite.
[modifica] Economia
[modifica] Dati economici
Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite [3] prodotto nella Vallée dal 2000 al 2006:
| 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prodotto Interno Lordo (Milioni di Euro) |
3.224,9 | 3.352,3 | 3.508,0 | 3.664,8 | 3.844,0 | 3.918,9 | 4.059,8 |
| PIL ai prezzi di mercato per abitante (Euro) |
27.077,4 | 28.076,4 | 29.185,0 | 30.162,9 | 31.379,5 | 31.757,5 | 32.635,1 |
Di seguito la tabella che riporta il PIL[3], prodotto in Valle d'Aosta ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:
| Macro-attività economica | PIL prodotto | % settore su PIL regionale | % settore su PIL italiano |
| Agricoltura, silvicoltura, pesca | € 43,0 | 1,06% | 1,84% |
| Industria in senso stretto | € 451,1 | 11,11% | 18,30% |
| Costruzioni | € 377,6 | 9,30% | 5,41% |
| Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni | € 717,2 | 17,67% | 20,54% |
| Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali | € 797,1 | 19,63% | 24,17% |
| Altre attività di servizi | € 857,8 | 21,13% | 18,97% |
| Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni | € 815,9 | 20,10% | 10,76% |
| PIL Italia ai prezzi di mercato | € 4.059,8 |
Il confronto tra il dato regionale e il dato nazionale, espressi in termini percentuali, evidenzia una maggiore incidenza nell'economia regionale, rispetto alla media nazionale, del settore delle costruzioni e degli altri servizi, tra i quali sono compresi i servizi della Pubblica Amministrazione, della Sanità e dell'Istruzione.
È la regione più piccola d'Italia e con la più bassa densità di popolazione. Le montagne infatti ostacolano gli insediamenti e rendono difficile lo sfruttamento agricolo del territorio. Si allevano molti bovini e gli alti pascoli sono sfruttati per la produzione della fontina.
Le colture più diffuse sono quelle delle patate, della vite e degli alberi da frutta (meli e peri). Le attività agricole si integrano con la vocazione turistica della regione.
Importanti sono la produzione di energia idroelettrica e gli stabilimenti che operano nel settore siderurgico (Aosta). Numerose sono le aziende che operano nel campo dell'edilizia.
Il turismo è la risorsa fondamentale nell'economia della regione: Courmayeur, Breuil-Cervinia, La Thuile, Gressoney, Champoluc e Cogne sono famosi centri per lo sci e per il soggiorno estivo.
[modifica] Produzione agricola e alimentare
Per quanto riguarda l'agricoltura c'è da rilevare che circa il 35 per cento del territorio è improduttivo ai fini agricoli. Nonostante ciò, vengono intensamente sfruttati, nelle zone di montagna, i boschi (pini, larici e abeti) e i pascoli che favoriscono in particolare l'allevamento bovino. Nelle vallate vi è una discreta attività agricola con la coltura della vite, delle patate e dei cereali.
[modifica] Turismo naturalistico
| Per approfondire, vedi la voce Parco Nazionale del Gran Paradiso. |
Il turismo, in Valle D'Aosta, è molto sviluppato soprattutto nel settore alpinistico e sciistico.
La valle è ricca di rifugi alpini, di sentieri attrezzati, di percorsi naturalistici:
[modifica] Popolazione
Vista la natura montuosa del territorio, la Valle d'Aosta risulta essere la regione meno popolata d'Italia, ma anche quella con minore densità di popolazione. La distribuzione degli abitanti è assai irregolare: più di un terzo si concentra attorno ad Aosta e ai comuni limitrofi. Buona parte della popolazione si concentra nella media e bassa valle, mentre le valli minori si sono notevolmente spopolate, eccetto i centri turistici principali.
Data la comunanza linguistica, la Valle d'Aosta è stata terra di emigrazione verso la Francia (specialmente a Parigi), ma a partire dagli anni venti si è assistito al fenomeno inverso, soprattutto in seguito all'installazione dei primi impianti siderurgici di Aosta. Dapprima attirarono Piemontesi e Veneti (spinti dal fascismo), dal secondo dopoguerra sino agli anni settanta Meridionali, e in particolar modo Calabresi. Da notare, ad esempio, che il 4% dell'attuale popolazione è originaria del comune di San Giorgio Morgeto (provincia di Reggio Calabria) e nello stesso capoluogo il cognome più diffuso è Fazari, originario del Reggino. Attualmente, invece, la Valle d'Aosta attrae un consistente flusso di extracomunitari (specialmente Maghrebini), impiegati soprattutto nella pastorizia. Alla fine del 2006 si contavano 124.812 abitanti, di cui 5.534 stranieri (4,4%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 1.250 (10,0‰), i morti 1.242 (10,0‰), con un incremento pressoché nullo (appena 8 unità). Le famiglie contano in media 2,2 componenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,4 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 61,8% si è svolto con rito religioso.
Abitanti censiti 
[modifica] Lingue in Valle d'Aosta
| Lingua | Percentuale |
|---|---|
| italiano | 71,5 % |
| francoprovenzale | 16,2 % |
| calabrese | 1,1 % |
| piemontese | 1,0 % |
| francese | 0,99 % |
| veneto | 0,4 % |
| sardo,walser e altre | 8,8% |
Fonte: L'Aménagement Linguistique dans le Monde
Sondage de la Fondation Emile Chanoux
C'è tuttavia da considerare che gli interlocutori del Francoprovenzale, almeno in ambito famigliare, superano il 16% siccome alla domanda del sondaggio "qual è la sua lingua materna?" alcuni interlocutori che praticano correntemente il francoprovenzale hanno risposto l'Italiano non considerando il francoprovenzale una lingua ma un dialetto oppure perché alcuni praticano una sorta di diglossia anche nel contesto famigliare, quindi il numero di coloro che parlano il francoprovenzale è fortemente sottostimato analizzando le risposte a tale domanda.
Ad esempio i valdostani hanno risposto che parlano le seguenti lingue e/o dialetti con i propri genitori:
madre
| Lingua o dialetto | Percentuale |
|---|---|
| italiano | 38,39% |
| francoprovenzale | 27,07% |
| francoprovenzale - italiano | 10,58% |
| italiano - altro | 4,26% |
| italiano - piemontese | 3,48% |
| piemontese | 2,64% |
| altro | 13,58% |
padre
| Lingua o dialetto | Percentuale |
|---|---|
| italiano | 39,76% |
| francoprovenzale | 26,07% |
| francoprovenzale - italiano | 9,50% |
| italiano - altro | 3,34% |
| italiano - piemontese | 3,66% |
| piemontese | 2,94% |
| altro | 14,73% |
inoltre alla domanda "lei conosce il francoprovenzale?" lo parla:" gli intervistati hanno risposto:
| Risposta | Percentuale |
|---|---|
| bene | 35,10% |
| non parlo | 30,75% |
| poco | 11,98% |
| abbastanza bene | 10,17% |
| per niente | 8,96% |
| nessuna risposta | 3,04% |
(fonte http://www.fondchanoux.org/site/pages/sondage_q1.asp)
Il francoprovenzale è in stragrande maggioranza usato e diffuso nei paesi e nelle valli laterali ove gode ancora di una certa vivacità (ed è parlato e capito dalla maggioranza delle persone) mentre ad Aosta e nei centri più grandi prevale l'italiano anche per via della forte immigrazione da altre regioni italiane avvenuta dal periodo fascista in poi in particolar modo nella città di Aosta. Il francese è usato prevalentemente nello scritto oppure nelle attività culturali.
Il francese divenne lingua ufficiale nel 1561. È a seguito di questo atto che in Valle d'Aosta si sviluppa il bilinguismo francese-francoprovenzale; essendo la prima lingua quella ufficiale e la seconda quella del popolo, seppur frammentata in una moltitudine di dialetti. Questo fenomeno si riscontra anche nei territori d'oltralpe che insieme alla Valle d'Aosta costituirono il Regno di Borgogna, (Savoia, Svizzera francofona ed altri territori a nord-ovest).
Il bilinguismo francese e francoprovenzale continuò immutato fino al 1861 quando, con l'Unità d'Italia fu introdotta in Valle d'Aosta la lingua italiana. Durante il periodo fascista fu proibito l'uso del francese ed avviato un processo forzato di italianizzazione della Valle d'Aosta, che incoraggiava l'immigrazione in massa di forza lavoro da tutte le regioni italiane e l'emigrazione di parte degli abitanti francofoni autoctoni.
Dopo la II guerra mondiale le cose cambiarono definitivamente. Il 29 febbraio 1948 la provincia di Aosta fu staccata dal Piemonte e fu dichiarata Regione Autonoma a Statuto Speciale, ottenendo il riconoscimento del diritto di espressione nella propria lingua della popolazione locale e l'ufficializzazione del bilinguismo Italiano-Francese.
Oltre all'adozione ufficiale del bilinguismo, lo Statuto Speciale riconosceva anche i diritti di una minoranza di lingua tedesca, i Walser, i cui antenati giunsero intorno al 1200 nelle zone dei tre comuni di Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité ed Issime.
[modifica] Cultura
Il nome Valle d'Aosta (o Val d'Aosta) ha una derivazione storico-geografica. Valle come il territorio che caratterizza la regione e Aosta che deriva dal nome dall'accampamento romano Augusta Praetoria, chiamato così in onore dell'imperatore Ottaviano Augusto.
Anche se il francese ha uno statuto ufficiale nella regione, i dialetti parlati sono da considerarsi francoprovenzali, con la sola eccezione di quello di origine tedesca (Walser) di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime.
Eugenia Martinet è stata una poetessa valdostana. Ha composto le sue poesie in patois, il dialetto valdostano.
[modifica] Luoghi di interesse
Particolarmente importanti nella Valle d'Aosta sono i numerosi castelli, ben conservati, costruiti in epoca medioevale e situati in punti strategici: Castello di Fénis • Castello di Issogne • Forte di Bard • Castello di Verrès • Castello Savoia a Gressoney-Saint-Jean.
[modifica] Sport
| Per approfondire, vedi la voce Sport in Valle d'Aosta. |
[modifica] Politica
La Valle D'Aosta è una regione a statuto speciale.
[modifica] Governo
La Valle d'Aosta è costituita in Regione autonoma, fornita di personalità giuridica, entro l'unità politica della Repubblica Italiana, sulla base dei principi della Costituzione e secondo lo statuto regionale.
Il territorio della Valle d'Aosta comprende le circoscrizioni dei Comuni ad essa storicamente appartenenti. La Regione ha per capoluogo Aosta. Sono organi della Regione: il Consiglio della Valle, la Giunta regionale ed il Presidente della Regione.
Il Consiglio della Valle è composto di trentacinque consiglieri, eletti a suffragio universale, uguale, diretto e segreto e svolge la funzione legislativa. Il Consiglio regionale è eletto per cinque anni. Il quinquennio decorre dalla data delle elezione. Il Consiglio regionale elegge, fra i suoi componenti, il Presidente, l'Ufficio di presidenza e Commissioni, in conformità al regolamento interno, che esso adotta a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Il Presidente della Regione, la Giunta e gli assessori che la compongono sono organi esecutivi della Regione e sono nominati dal consiglio regionale (Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige sono le uniche regioni italiane che hanno mantenuto l'elezione indiretta degli organi esecutivi). Il Presidente della Regione è il capo dell'amministrazione regionale e rappresenta la Regione. Promulga le leggi ed i regolamenti regionali. Il presidente della regione svolge anche le funzioni di Prefetto.
- Competenze della regione:
- a) ordinamento degli uffici e degli enti dipendenti dalla Regione e stato giuridico ed economico del personale;
- b) ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni;
- c) polizia locale urbana e rurale;
- d) agricoltura e foreste, zootecnia, flora e fauna;
- e) piccole bonifiche ed opere di miglioramento agrario e fondiario;
- f) strade e lavori pubblici di interesse regionale;
- g) urbanistica, piani regolatori per zone di particolare importanza turistica;
- h) trasporti su funivie e linee automobilistiche locali;
- i) acque minerali e termali;
- l) caccia e pesca;
- m) acque pubbliche destinate ad irrigazione ed a uso domestico;
- n) incremento dei prodotti tipici della Valle;
- o) usi civici, consorterie, promiscuità per condomini agrari e forestali, ordinamento delle minime proprietà culturali;
- p) artigianato;
- q) industria alberghiera, turismo e tutela del paesaggio;
- r) istruzione tecnico-professionale;
- s) biblioteche e musei di enti locali;
- t) fiere e mercati;
- u) ordinamento delle guide, scuole di sci e dei portatori alpini;
- v) toponomastica;
- z) servizi antincendi.
[modifica] Suddivisioni amministrative
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Comuni della Valle d'Aosta. |
Nella Regione Autonoma Valle d'Aosta non c'è suddivisione in province. Alcune funzioni altrove attribuite alla provincia vengono espletate da appositi organi della regione. Questo perché la stessa regione (con una circoscrizione leggermente più estesa) prima del 1947 era essa stessa una provincia, mentre durante il periodo fascista era stata istituita come un circondario della Provincia di Torino sopprimendone la sua sostanziale autonomia amministrativa risalente al 1536, data nella quale era stato istituito il governo regionale pseudo-democratico chiamato "Conseil des Commis". Pertanto la Valle d'Aosta è l'unica Regione italiana a non avere nel capoluogo un Consiglio provinciale e un presidente della Provincia. Avrebbero, paradossalmente, le stesse funzioni del Consiglio regionale e del presidente della Regione.
[modifica] Comuni principali
- Aosta - 34.270 abitanti
- Châtillon - 4.846 abitanti
- Saint-Vincent - 4.833 abitanti
- Sarre - 4.434 abitanti
- Pont-Saint-Martin - 3.957 abitanti
- Quart - 3.318 abitanti
[modifica] Onorificenze
La Provincia di Aosta è tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale con la seguente motivazione:[1]
| « Fiera di tradizioni guerriere e di libertà, la Valle d' Aosta, con perizia di Capi, valore di combattenti, passione e sacrificio del suo popolo prode, combatteva per venti mesi la dura guerra partigiana contro l' occupazione nazifascista. Migliaia di partigiani e patrioti di agguerrite formazioni, compagine cospicua in rapporto alla popolazione, a interdizione ed insidia di importanti comunicazioni operative dell'occupante, rinnovava ai valichi di frontiera, sulle crinali e nelle convalli nell'epopea del Risorgimento, infliggendo al nemico ingenti perdite e oneroso logorio di forze. Olocausto di martiri; sacrificio di centinaia di caduti in armi in Patria e all'estero e di trucidati, di migliaia di internati e deportati; sanguinoso travaglio di centinaia di combattenti e innumere altre azioni di guerra; lutti e distruzioni riconsegnano più fulgidi alla Storia d'Italia l' antico valore alpino e le congiunte virtù militari e civili, con cui la gente valdostana conquistava, con le patrie libertà, la premessa a nuove libere istituzioni della sua vita pubblica e difendeva, per la Patria comune, il diritto ai sacri italici confini. (Valle d' Aosta, settembre 1943 - aprile 1945) » |
[modifica] Periodici regionali
Sono quattro i settimanali presenti sul territorio regionale. La Vallée Notizie, diretto da Walter Barbero, in edicola, ogni sabato, che è anche il più diffuso. Esistono poi due settimanali del lunedì Il Corsivo, diretto da Simeone Piffari che ricopre anche il ruolo di editore, e la Gazzetta Matin, diretta da Luca Mercanti, oltre al settimanale diocesano Il Corriere della Valle, che ogni giovedì arriva nelle case dei suoi abbonati e il venerdì in edicola, diretto da Fabrizio Favre. La Stampa ha una sua redazione locale, guidata da Stefano Sergi, che produce quotidianamente undici pagine di informazione. Il Sole 24 Ore Nord Ovest, distribuito in Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria, una volta alla settimana, propone ai suoi lettori mezza pagina dedicata alla regione autonoma. da alcuni mesi è pure operativo un quotidiano on line Aostasera.it [2]. Esiste poi una sede regionale della Rai e una tv privata, Rete-Saint-Vincent. Sono poi presenti sul territorio valdostano anche alcune radio locali.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ fonte: Tersilla Gatto Chanou e Alessandro Celi. Storia insolita della Valle d'Aosta. Roma, Newton and Compton Editori, 2004.
- ^ fonte: Jean Bérard. Ai piedi della Grivola. Aosta, Tipografia Valdostana, 1991.
- ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
[modifica] Romanzi
Luca Traini,Il dittico di Aosta, TraRari Tipi, Aosta, 2007.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Valle d'Aosta
[modifica] Collegamenti esterni
| Valle d'Aosta su DMoz (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Valle d'Aosta") |
- Sito ufficiale della regione Autonoma Valle d'Aosta
- Informazioni sull'ambiente e sul ricco patrimonio culturale della Valle d'Aosta
- VMV Museo virtuale della Valle d'Aosta
- Storia dello stemma e della bandiera della Valle d'Aosta
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