Varg Vikernes
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| Varg Vikernes | ||
| Nazionalità | ||
| Genere | Black metal Dark Ambient |
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| Periodo attività | 1987 - 1998 | |
| Band attuale | Burzum | |
| Band precedenti | Satanel Uruk-Hai Old Funeral Mayhem |
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| Album pubblicati | 8 | |
| Studio | 7 + 1 EP | |
| Live | 0 | |
| Raccolte | 0 | |
| Sito ufficiale | burzum.org | |
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica | ||
Varg Qisling Larssøn Vikernes, nato come Kristian Larssøn Vikernes (Bergen, 11 febbraio 1973), è un cantante e musicista norvegese. È fondatore e unico interprete del progetto musicale black metal/ambient Burzum. È altresì conosciuto sotto lo pseudonimo di Count Grishnackh (quando militò nei Mayhem), nome mutuato da un orco del libro Il Signore degli Anelli. Il suo nome di battesimo originario è Kristian, da lui fatto cambiare dapprima in Varg (sostenendo che questa parola in norreno significhi lupo) e successivamente vi ha aggiunto i nomi Qisling Larssøn, dal nome del collaborazionista norvegese Vidkun Quisling. Ha trascorso alcuni anni di prigionia con l'accusa di vari reati, tra cui il più noto è l'omicidio di Euronymous, fondatore dei Mayhem.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] I primi anni
Kristian Vikernes nasce l'11 febbraio 1973 a Bergen, sulla costa atlantica della Norvegia, secondo figlio di Lars Vikernes, ingegnere elettronico e Lene Bore; trascorre un'infanzia normale inframmezzata da una breve parentesi irachena, dove il padre si reca a lavorare per un anno per il locale governo portandosi dietro la famiglia. In un'intervista Vikernes ha smentito le voci riguardo a maltrattamenti subiti da piccolo dal padre, asserendo che i rapporti col genitore, sebbene egli fosse una persona autoritaria, sono sempre stati normali e proseguono tuttora durante la sua detenzione.
Durante l'adolescenza intraprende la lettura dell'opera Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, che lo influenzerà molto nella sua futura produzione musicale (il nome Burzum, infatti, non è altro che il termine "oscurità" nel linguaggio nero usato dagli adepti di Sauron), oltre che nel suo immaginario personale; infatti Kristian, nonostante le molte amicizie, preferisce la solitudine andando a passeggiare nei boschi vicino casa, fuori Bergen, che la sua immaginazione provvede a popolare di orchi, troll e altre creature tipiche del folklore scandinavo come dell'universo tolkeniano.
Tra gli interessi del giovane Kristian ci sono anche la lettura delle favole scandinave e i giochi di ruolo (tra cui Advanced Dungeons & Dragons); talvolta, assieme ai compagni di gioco, va nei boschi o presso le rovine di un monastero a "combattere" con armi di legno.
Sempre durante l'adolescenza i suoi genitori si separarono, evento che non lo sconvolse più di tanto in quanto i rapporti tra i coniugi erano divenuti sempre più tesi; la circostanza strinse maggiormente il legame con la madre e il fratello. È proprio suo fratello a trasmettergli la passione per J.R.R. Tolkien oltre a quella decisamente più prosaica delle armi; infatti il fratello (a quei tempi uno skinhead) spesso lo porta nei boschi a sparare con la pistola.
[modifica] L'inizio musicale
Fu proprio il desiderio di tradurre in musica l'immaginario tolkeniano che spinse Kristian a creare un gruppo, dapprima chiamato Kalashnikov e poi rinominato Uruk-Hai (dal nome della particolare razza di goblin che erano agli ordini di Saruman) che saranno l'embrione dei Burzum. Gli ascolti di Kristian vertevano soprattutto sul thrash e sul death metal e logicamente ne influenzavano la musica analogamente a quanto era accaduto ai conterranei Mayhem. La sua natura eclettica si esplicitava anche negli ascolti musicali, infatti Kristian oltre ai generi sopracitati, ascoltava anche musica classica, folk e techno[1].
A differenza dei Burzum gli Uruk-Hai non erano una one-man band: assieme a Kristian (che era alla chitarra) suonavano due ragazzi che però, diversamente da lui, consideravano la musica come un fine per far colpo sulle ragazze e tecnicamente erano molto scarsi; l'incontro con gli Old Funeral (nel 1989), un gruppo dedito a un death metal d'oltreoceano (allora la scena statunitense faceva da modello con gruppi come i Morbid Angel) lo convinse a porre fine al suo progetto musicale. Questo incontro non era avvenuto per caso: Kristian era stato chiamato da un suo vicino di casa per sostituirlo, costui era Olve Eikemo, più tardi universalmente conosciuto come Abbath, bassista e cantante degli Immortal che lasciò gli Old Funeral per fondare il gruppo.
Gli Old Funeral fecero alcuni concerti e incisero due demo, fu la prima esperienza del giovane Vikernes (all'epoca diciassettenne) con un gruppo "serio", circostanza che gli diede l'occasione di migliorarsi come chitarrista; l'amicizia con Abbath lo portò a suonare anche contemporaneamente (seppur in veste di ospite) nei Satanel.
Kristian ad un certo punto decise di dedicarsi prioritariamente al suo vecchio progetto Uruk-Hai, che non aveva mai abbandonato completamente (almeno teoricamente), ribattezzandolo Burzum. Questa scelta, apparentemente azzardata (gli Old Funeral, sebbene underground, si erano fatti conoscere in giro ed erano un gruppo avviato) era dettata dalla necessità di poter dare fondo alla sua ispirazione senza doversi consultare o accordare con altri musicisti.
Conscio che le battute salienti della scena estrema si stavano svolgendo a Oslo si mise in contatto con il leader dei Mayhem Øystein Aarseth, al secolo Euronymous.
[modifica] Alla corte del Principe della Morte
Euronymous, leader e chitarrista dei Mayhem godeva a quei tempi della nomea di individuo malvagio, dedito all'occultismo e al satanismo, moltissimi teenager norvegesi erano affascinati da lui, alcuni al limite dell'adorazione, ammaliati dalla sua notevole abilità oratoria e dal suo forte carisma; Kristian iniziò una fitta corrispondenza con lui, spinto anche dal fatto che Euronymous possedesse una propria etichetta discografica indipendente specializzata in musica estrema, la Deathlike Silence Productions; all'inizio del 1991 Kristian aveva già pronti due demo e glieli spedì.
Entusiasta del lavoro Euronymous invitò il giovanissimo Vikernes a Oslo proponendogli di metterlo sotto contratto. Si iniziò a sospettare a questo punto una relazione omosessuale fra i due. Di lì a poco il personaggio di Euronymous fece presa su Kristian, impressionato dalla sua personalità e dai suoi proclami apocalittici riguardo la guerra contro i cristiani. Il fondatore dei Mayhem, però, era considerato tanto bravo a parole quanto incapace a fatti; questo porterà successivamente Vikernes a riconsiderare la sua posizione e sarà determinante per capire l'evoluzione dei fatti.
Bergen e Oslo (dove risiedeva Euronymous e dove era concentrata la scena black metal norvegese) erano separate da troppe ore di viaggio per cui Kristian decise di soggiornare saltuariamente nel retrobottega del negozio che Euronymous aveva appena aperto, l'Helvete (Inferno in norvegese). Il periodo passato presso l'Helvete (dove divideva la stanza con Tomas Haugen, più tardi conosciuto come Samoth degli Emperor), segnò l'inizio dei misfatti compiuti dai frequentatori del negozio, identificatisi come Inner Circle o, in norvegese, svarte sirkel.
Tra di essi, che si riunivano nei locali nel retro della struttura, Vikernes era il fautore principale (principalmente roghi di chiese e dissacrazioni di cimiteri) degli atti che saranno poi identificati dalla stampa (anche internazionale) come "Black Metal Mafia". Il rogo delle chiese, viste come luoghi odiati dai satanisti della setta, divenne per Vikernes un atto perfettamente legittimo, in quanto (secondo le sue idee) esse erano state erette dopo la distruzione degli antichi templi pagani ed erano il simbolo del cristianesimo che aveva estirpato l'antica religione dei vichinghi.
È da rettificare il fatto che Vikernes, a differenza degli altri adepti dell'Inner Circle, oltre a non fare uso di droghe o alcolici[2], non era un satanista e si dichiarava tale esclusivamente per motivi "scenici", in verità la sua fede religiosa è orientata verso il culto odalista[3], interessi che proprio in questo periodo emersero e che si rifletterono sulla sua produzione musicale (come nell'album Hvis Lyset Tar Oss). È risalente a questi giorni il cambiamento legale del nome da Kristian a Varg.
[modifica] La popolarità
La prima uscita ufficiale dei Burzum, consistette nella pubblicazione dell'omonimo album, rilasciato nel maggio 1992.
Il disco, prodotto da Euronymous e Eirik Hundvin, ebbe un discreto successo. Questo successo, unito alla crescente fama di Varg (dovuta anche ai numerosi episodi di cronaca) cominciò ad inquietare il leader dei Mayhem che vedeva la sua posizione di leader della scena estrema norvegese insidiata dal suo "discepolo", che diveniva sempre più celebre (fu in questo periodo che adottò il nome d'arte di Count Grishnackh).
Fu proprio in virtù di questa sua preoccupazione che Euronymous cominciò a temporeggiare riguardo alla pubblicazione del successore del debut album; Varg, infatti, tre mesi dopo l'uscita di Burzum aveva già materiale sufficiente per pubblicare un seguito; Euronymous, adducendo come motivo la scarsità del denaro a disposizione della Deathlike Silence Productions, lo spinse a registrare un EP (Aske), meno lungo e oneroso di un album intero. Questo fu l'inizio del deterioramento dei rapporti tra i due.
In compenso Euronymous propose a Varg di suonare il basso nell'attesissimo nuovo album dei Mayhem, quello che sarebbe poi diventato uno dei più seminali album black metal della storia: De Mysteriis Dom Sathanas. Suonare nei Mayhem era la massima aspirazione di qualunque blackster norvegese del periodo quindi non desta stupore che un simile incarico rabbonì Vikernes; tale espediente si rivelò però decisamente effimero: Euronymous trovò i soldi per pubblicare altri lavori e tale avvenimento contribuì a peggiorare ulteriormente i rapporti tra i due.
Nel frattempo la cricca dell'Helvete aveva deciso di passare dalle parole all'azione: Euronymous era un grande oratore ma mostrava poca propensione ad agire, Varg Vikernes invece, oltre ad essere una persona senza scrupoli, era smanioso di far vedere agli altri quello che poteva fare e si incaricò della cosa.
Alle prime ore del 6 giugno 1992 (Vikernes indica le tre) la Stavkirke di Fantoft, capolavoro architettonico norvegese, fu data alle fiamme e venne interamente distrutta nel giro di poche ore, l'unica cosa che si salvarono furono le travi portanti; la foto dello scheletro della chiesa diventerà la copertina di Aske; questo fu l'inizio di un'impressionante catena di incendi che si scatenò nei mesi a venire e coinvolse decine di chiese, causando in un'occasione la morte di un pompiere.
La matrice dolosa dell'incendio fu subito palese per le autorità, le quali però non avevano idea su chi potesse essere il colpevole; dal suo canto Varg Vikernes, orgoglioso dei suoi atti e incurante di essere discreto, si vantò in giro dell'accaduto al punto tale da rilasciare un'intervista il 20 gennaio 1993 rivelante particolari sul rogo di Fantoft noti solo alle forze dell'ordine, attirandosi la polizia.
La susseguente perquisizione a casa di Vikernes portò alla scoperta di materiale sospetto e al suo arresto ma verrà scarcerato sei settimane dopo per mancanza di prove definitive; la sua breve detenzione ebbe come effetto un vertiginoso aumento della popolarità, la quale ormai intaccava fortemente l'immagine di Euronymous.
A questo punto i rapporti tra i due, già notevolmente incrinati, cominciarono a divenire sempre più conflittuali: la situazione era ulteriormente esacerbata dal lassismo di Euronymous nei confronti dei Burzum, Varg infatti aveva registrato nuovo materiale e intendeva pubblicarlo, inoltre stava ancora aspettando la restituzione dei soldi con cui aveva finanziato i suoi primi due lavori; a questo punto Vikernes stava pensando seriamente di pubblicare il seguito di Aske (Det som engang var) sotto la propria etichetta, la Cymophane.
[modifica] L'omicidio di Euronymous
Euronymous, che voleva trattenere i Burzum sotto la propria etichetta, mandò una copia del contratto già firmato a Vikernes, per farlo tornare sui propri passi. Varg, che aveva avuto sentore del fatto che costui avesse intenzione di ucciderlo utilizzando come pretesto proprio la firma del contratto (riferì in seguito che alcune persone vicine al chitarrista dei Mayhem gli avevano rivelato che costui volesse rapirlo, condurlo in un luogo isolato e torturarlo a morte mentre filmava l'avvenimento), volle prendere la cosa di petto e decise di recarsi a parlare a casa di Euronymous[4].
Non è mai stato appurato se le intenzioni di Aarseth fossero veritiere o più probabilmente (visto il suo carattere) si trattasse di mere sbruffonate. Anche il gesto di Vikernes è poco chiaro: egli dichiarò che non era partito da Bergen con l'intenzione di uccidere Euronymous[5] e le armi che si era portato dietro (tre coltelli addosso, più una mazza da baseball, una baionetta ed un'ascia nell'auto) fossero solo uno scrupolo personale per la sua sicurezza; non si capisce però per quale motivo avrebbe dovuto crearsi un alibi coinvolgendo altre persone e farsi portare (nascondendosi nei sedili posteriori) da Blackthorn a casa di Euronymous in piena notte.
Non molto chiara è anche la dinamica dell'omicidio. Vikernes dichiarò che dopo aver domandato "Perché vuoi uccidermi?" a Euronymous, quest'ultimo lo aggredì sferrandogli un calcio al petto ricevendo indietro uno spintone dopo di che partì di corsa verso la cucina presumibilmente per armarsi, al che Vikernes gli piantò il coltello nella schiena; a questo punto Euronymous cercò di scappare per le scale, suonando disperatamente i campanelli dei vicini e urlando aiuto, con Varg dietro che lo accoltellava (anche se questi ha dichiarato che gran parte delle ferite ritrovate sul corpo della vittima furono frutto di una caduta sopra i cocci di una lampada durante lo scontro). Ormai sul punto di morte, Euronymous rimase a terra e Varg gli inflisse l'ultima coltellata al cranio; dopo di che Vikernes fuggì e al fine di eliminare le prove a suo carico gettò gli indumenti lordi di sangue in un lago.
Il cadavere di Euronymous fu trovato la mattina seguente e gli indizi (sembra che avesse dimenticato sul luogo del delitto il contratto e non avesse usato guanti, anche se Vikernes nega decisamente tutto questo[6]), uniti alle testimonianze degli appartenenti alla scena estrema torchiati da lunghi interrogatori della polizia, portarono all'arresto di Varg Vikernes, il quale, riconosciuto colpevole dell'omicidio (egli sostenne sempre che si trattò di autodifesa) e di tre incendi nonché considerato perfettamente sano di mente, venne condannato a ventun anni di carcere (il massimo della pena in Norvegia). Poco prima della sua condanna era uscito il secondo album dei Burzum, Det som engang var.
[modifica] Dietro le sbarre
A differenza di quanto si possa credere l'incarceramento di Varg Vikernes non portò alla fine dei Burzum, Vikernes al momento del suo arresto aveva già inciso abbastanza materiale, il problema risiedeva nel fatto che nessuno era disponibile a pubblicare il disco di un assassino. A peggiorare le cose aveva rilasciato anche delle dichiarazioni considerate molto vicine al nazismo, precludendosi in questa maniera l'appoggio di altre etichette; inoltre a causa dei processi era impossibilitato ad ovviare al problema pubblicando i propri lavori con la sua etichetta personale, la Cymophane.
In suo aiuto corse l'allora giornalista musicale tedesca di origine italiana Tiziana Stupia che, volendo evitare che la musica dei Burzum cadesse nel dimenticatoio, fondò appositamente per lui la Misanthropy Records che licenziò i suoi lavori futuri. In questa maniera vennero pubblicati usando materiale precedente all'imprigionamento di Vikernes i due album Hvis Lyset Tar Oss nel 1994 e Filosofem nel 1996; quest'ultimo entrò addirittura nelle classifiche nel Regno Unito.
Nel frattempo Vikernes in carcere si diede alla lettura interessandosi di tematiche come la mitologia nordica e il nazismo; preoccupatosi di diffondere le sue idee pubblicò persino un libro, il Vargsmål dove divulga le sue idee sulla sua vita, la separazione razziale, il paganesimo, la politica. Sfortunatamente per lui, però, le autorità norvegesi, probabilmente impensierite dalle sue intenzioni ben poco politicamente corrette (all'inizio della detenzione aveva pensato di creare un movimento politico di matrice nazionalista chiamato Norsk Hedensk Undemokratisk Front, sullo stile di quello tedesco chiamato Germanic Heathen Front), decisero a un certo punto di proibirgli l'uso del computer e il libro dovette essere concluso sbrigativamente, rendendo gli ultimi capitoli piuttosto frettolosi e abbozzati rispetto al resto del tomo; in tutti i casi il Vargsmål, una volta pubblicato, andò incontro a seri problemi di distribuzione.
Nel 1996 venne intervistato da Michael Moynihan che in seguito pubblicherà il libro Lord of Chaos, dal quale verrà poi tratto un film, Varg (che proprio in questo periodo aggiunge al suo nome Qisling Larssøn), li sconfessa entrambi[7]. La svolta politica di Vikernes si rifletterà nei suoi due ultimi lavori: gli album ambient Dauði Baldrs (1997) e Hliðskjálf (1999). Il terzo disco che avrebbe dovuto chiudere la trilogia preconizzata da Vikernes non ci fu mai, dopo la pubblicazione di Hliðskjálf infatti Varg si è dichiarato annoiato della scena musicale dirottando tutti i suoi interessi sulla politica, la scrittura e lo studio della mitologia; a sostegno delle sue dichiarazioni ha chiuso il sito ufficiale di Burzum e ripubblicato il Vargsmål oltre a pubblicare ex novo il libro Germansk Mytologi og Verdemsanskuelse e due opuscoli: Guide to the Norse Gods and their Names e Irminsul.
Il 26 luglio 2003 Varg Vikernes non si è presentato in carcere dopo un permesso ed è stato catturato il giorno seguente in autostrada nei pressi di Oslo alla guida di un'auto sequestrata sotto minaccia armata ad una famiglia. Secondo alcune indiscrezioni nell'automobile Vikernes aveva allestito un vero e proprio arsenale contenente un fucile a pompa, travestimenti, una maschera anti gas, alcuni coltelli, un computer, un navigatore satellitare e alcune carte di credito[8]. Non è da escludere che il cosiddetto arsenale sia stato ingigantito dai media, inoltre Vikernes nega di aver minacciato i possessori dell'auto con un'arma; sta di fatto che sicuramente qualcuno deve averlo aiutato per procurarsi certi oggetti, qualunque ne sia la quantità.
Vikernes ha dichiarato di aver voluto dirigersi in Svezia (alcune voci parlano addirittura di una sua intenzione di arruolarsi nella legione straniera)[9] e di essere fuggito dal carcere in quanto qualcuno tramava di ucciderlo; tuttavia quando è stato catturato era sulla strada del ritorno in quanto convinto a desistere da sua madre. Dopo questa fuga la sua scarcerazione, prevista per il 2006, è stata procrastinata al 2008. Secondo quanto ha riportato il quotidiano norvegese Nordlys in data 1 giugno 2008, la scarcerazione è stata rifiutata e Vikernes è ricorso in appello. L'articolo riporta anche che Vikernes si è recentemente sposato ed è padre di un bambino. [10]
[modifica] Discografia
[modifica] Burzum
- Burzum - (1992)
- Aske [EP] - (1993)
- Det som engang var - (1993)
- Hvis Lyset Tar Oss - (1994)
- Filosofem - (1996)
- Dauði Baldrs - (1997)
- Hliðskjálf - (1999)
[modifica] Mayhem
[modifica] Note
- ^ Intervista a Varg Vikernes su panzer.users5.50megs.com
- ^ Intervista a Varg Vikernes su www.metalcrypt.com
- ^ (EN) Varg Vikernes spiega le sue ideologie su www.burzum.org
- ^ Vikernes descrive i motivi del suo gesto
- ^ http://www.thepaganfront.com/graveland/vargsmel.htm#life
- ^ Versione dei fatti di Varg Vikernes
- ^ Vedasi The Lord of Lies su http://www.burzum.biz/
- ^ La notizia su un sito
- ^ http://www.kronic.it/artGet.aspx?aID=3&sID=3117
- ^ http://www.nordlys.no/nyheter/article3578849.ece


